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Super Bowl 2016Tutta l'auto che c'è sulle tv degli americani - VIDEO

 

Il Super Bowl 2016 si avvicina, e come ogni anno l'attesa del pubblico americano per la partita si mischia alla curiosità per i giochi pirotecnici delle grandi aziende. Pronte a sfidarsi per conquistare il cuore e i "bucks", i dollari, dei consumatori a suon di spot da cineteca.

Una piazza imperdibile per le aziende. Anno dopo anno, il Big Game si conferma un magnete per centinaia di milioni di spettatori, e un emporio virtuale unico al mondo per chi deve esporre le proprie mercanzie. Insomma, tra budget stratosferici e produzioni di qualità hollywoodiana, giustificati dal potenziale che rappresenta quell'audience, lo show è assicurato.

L'auto vuole allungare la striscia positiva. In questo circo mediatico, le Case automobilistiche ci stanno dentro mani e piedi. Anche perché il mercato Usa ha segnato un record storico nel 2015 e i "carmakers" hanno tutta l'intenzione di tenere alti i volumi di vendita. Una partita, tanto per restare in tema, che non si gioca solo a suon di sconti in concessionaria, ma anche e soprattutto sul piano del richiamo emozionale.

Acura. Prendono forma insieme. Urla primigenie e materia prima. Nasce la canzone - che poi è uno degli archetipi dell'hard rock, "Runnin' with the Devil" dei Van Halen - e si delineano i contorni dell'auto. Una NSX nella fattispecie, la bandiera della riscossa sportiva di Honda, che in America verrà venduta con il marchio Acura. E che lancia la sua sfida di supercar iper-tecnologica a un drappello di rivali numerose e agguerrite, che vanno dall'Emilia alla Baviera, passando per il Sol Levante.

Audi. L'inconfondibile voce gracchiante delle comunicazioni tra Houston e la capsula, la sequela di memorabilia che tolgono il fiato agli appassionati dell'epopea dell'esplorazione spaziale. E poi, all'improvviso, la desolazione esistenziale dell'uomo che ha visto tutto e non trova più stimoli sulla grave Terra. Un percorso apparentemente senza via d'uscita. Fino all'inaspettato riscatto, un crescendo che, sulla chitarra acustica di "Starman" (David Bowie), accompagna l'ex astronauta verso la riscoperta di emozioni che credeva perse per sempre.

Hyundai Genesis. Primo appuntamento. Lui lucidato a specchio, lei tutta timidina, il padre di lei pronto all'agguato. "Perché non prendete la mia macchina?" Un'offerta inaspettata al giovane pretendente, che presto si svela nella sua vera natura: un trappolone hi-tech al servizio della gelosia di papà. Che grazie all'app per smartwatch riesce a controllare in ogni momento dove si trova la sua Genesis. E a pedinare i piccioncini, fino a riuscire nel suo scopo.

Hyundai Elantra. Come salvarsi dall'attacco di due grizzly? Scappando con una Hyundai che si apre coi comandi vocali, chiaramente. Anche per la Elantra i coreani hanno scelto di mettere l'accento su un gadget tecnologico, inserendolo all'interno di una situazione iperbolica per enfatizzarne le virtù. Gustoso il siparietto finale, quando gli orsi, in fondo in fondo, si rivelano più che altro orsacchiotti.

Kia. Richard è un omino piuttosto banale che un giorno, mentre cerca i calzini (beige, figurati) per andare al lavoro, si ritrova quella faccia da matto di Christopher Walken nel guardaroba. Un incontro surreale da cui non può che scaturire una filippica surreale. Lui, Walken, calzini beige nel pugno sinistro, pugno destro infilato in un calzino tutto colorato, parte per la tangente e spiega a Richard tutta la sua teoria sulle persone banali che nella vita reale vengono divorate da chi invece si distingue. Una parabola per dire, ovviamente, che l'unica via di scampo alla mediocrità è la nuova Kia Optima.

Mini. La Mini? Un'auto da ragazzine, un'auto da gay, un'auto per persone basse, e via con luoghi comuni, stereotipi e insulti di ogni sorta. Dicano quello che vogliono i variopinti protagonisti dello spot per la nuova Clubman (tra i quali c'è la tennista Serena Williams), a lei non interessa come la chiamate. Parola di Harvey Keitel, che con la faccia più inesorabile del suo repertorio chiude i giochi e introduce il messaggio della Casa: Defy Labels, sfidate le etichette.

Fabio Sciarra