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Progetto BMW SciAbileGiù le barriere con la scuola di sci per disabili

 

Anche nell’anno più turbolento per gli amanti della neve non si sono arresi. Loro sanno le difficoltà della vita che cosa siano. Poca o troppa neve non li avrebbero comunque fermati. È così che anche per il 2016 BMW Italia, con il progetto SciAbile e Dynamo camp, onlus toscana impegnata in progetti di terapia ricreativa, sono riusciti ad organizzare la loro gara più bella, quella di portare a sciare un gruppo nutrito di ragazzi diversamente abili ed ugualmente a caccia di curve e sorrisi sulla neve. Il “diario” di questa vacanza bianca, stavolta sull’Abetone, che ha coinvolto anche le famiglie dei ragazzi è stato presentato a Milano, alla presenza di Sergio Solero, presidente e Ad di BMW Italia, Serena Porcari, presidente di Dynamo Academy, e Alessandro Zanardi testimonial dell’iniziativa.

Superare gli ostacoli. “L’obiettivo di questi progetti - ha spiegato Serena Porcari - è mettere sempre al centro il bambino con l’obiettivo di contribuire a formare delle persone adulte che, ricordandosi degli ostacoli anche sportivi che hanno affrontato da giovani, sappiano ricordarsene in ogni sfida della vita”. “È uno dei modi più belli per festeggiare i 100 anni di BMW e i 50 dalle prime importazioni in Italia”, ha sottolineato Solero, ricordando che da quando partì, nel 2003, ad oggi, il programma SciAbile, inserito nelle attività di social responsibility di “SpecialMente BMW”, ha coinvolto oltre 900 ragazzi con 8.500 ore di lezione di sci. Oggi la collaborazione con i maestri di Sauze d’Oulx, le valli olimpiche del 2006, è il perno su ruota l’intero progetto: “Lo sci è uno sport che permette inclusione sociale perché si pratica insieme a tutti gli sciatori”, hanno detto Andrea e Claudia, in rappresentanza del team di 20 maestri che lavorano per SciAbile.

L’esempio di Alex Zanardi. “Dello sci mi piace la frenata”, ha spiegato uno dei ragazzi coinvolti. Ognuno ha la sua storia e c’è anche chi ne ha due, come Carlotta Visconti che dopo lo sci che ormai pratica con regolarità, ora coltiva un sogno olimpico. “All’inizio ho pensato che fosse da anziani”, spiega il padre che ha proposto a “Cocco” le bocce. Poi è arrivata BMW: l’idea è quella di partecipare alle Paralimpiadi di Rio 2016 con il nuovo team a cinque cerchi che la Fispes, federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, sta mettendo insieme. A fine maggio ci sono i Campionati Italiani e poi a giugno le qualifiche olimpiche da strappare con una gara in Portogallo. “Il paralimpismo – ha spiegato Sandrino Porru – significa dare voce a questo spirito che vaga in un corpo che fa fatica”. “E che fa le stesse cose, ma in maniera diversa”, ha aggiunto Zanardi altrettanto impegnato a pieno ritmo nella preparazione olimpica. “Quest’anno niente motori fino ai Giochi – ha spiegato Alex – ma vorrei tanto provare la BMW Z6”. Lui, di nuovo presto sugli schermi con una nuova serie di Sfide (dal 1°aprile sulla Rai) deve difendere l’oro di Londra 2012 e “difendermi da ragazzi che ormai hanno la metà dei miei anni e a volte il doppio dei miei muscoli”, sorride il campione. “Cocco” annuisce: anche per lei tirare le bocce e mirare alla traiettoria giusta non è più un sogno.

Lucia Galli