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20quattro ore delle AlpiLa nostra endurance con l'Audi A4 allroad quattro - VIDEO

 

Tempi, ritmo e precisione, sui passi come a valle. Di giorno e di notte, con tutte le incognite del traffico quotidiano. È la formula della 20quattro ore delle Alpi, la gara di regolarità - la prima in Italia con vetture 100% di serie - che ha visto protagoniste cinque Audi A4 allroad e altrettanti equipaggi: un'endurance da affrontare con concentrazione e con un buon passo, anche sostenuto quando le condizioni e il codice lo consentivano.

Le quattro tappe. La gara - conforme ai regolamenti Aci Sport e Fia - si è sviluppata per quasi 1.400 km, da mezzogiorno a mezzogiorno, toccando Sestriere, Chamonix, San Bernardino, Madonna di Campiglio e San Cassiano, in Val Badia. A motore sempre acceso, anche durante i rifornimenti, le A4 allroad (in versione top di gamma, con il 3.0 TDI da 272 CV) hanno superato 25 passi alpini, cimentandosi in un paio di excursus: un tratto coperto a bordo di un treno e una prova speciale su una pista da percorrere al contrario, seguendo le porte da sci. Per il resto: un conducente per tappa (affiancato da un istruttore professionista, nel nostro caso il pilota di rally Alfredo De Dominicis), rispetto dei tempi e strategia, anche nella scelta dei distributori. E un solo obiettivo: rientrare nei dieci secondi di scarto previsti, senza accumulare minuti di penalità.  

In Francia. Tutta la 24 ore è stata accompagnata da condizioni perfette: sole, visibilità e strade quasi sempre pulite, ideali per godersi la guida e il nitido spettacolo delle Alpi innevate. Nella nostra tappa, la prima, abbiamo sconfinato quasi subito in Francia, passando per il colle del Monginevro: un primo assaggio dei 350 km previsti. Dopo il primo controllo orario, al Col du Lautaret (a 2.058 metri), ci siamo diretti verso i tornanti dell'Alpe d'Huez e del Col de la Confession: una strada in cui due auto, per passare contemporaneamente, devono necessariamente fermarsi e fare quasi a sportellate. Una volta scesi al Col Luitel, e poi a Grenoble, è iniziato il tratto più rilassante, con l'autostrada che ci ha portati fino ad Albertville. Nell'ultimo pezzo, il più trafficato, sono tornate le curve, con il Col de Saisies, Flumet, Megève e infine Chamonix. Con noi, l'inconfondibile V6 - dalla risposta fulminea - e la tenuta della trazione integrale quattro, pronta a infondere sicurezza in chi guida.

Banco di prova. Per l'A4 allroad, la 20quattro ore delle Alpi è stata una sorta di stress test: nei 6.700 km percorsi senza fermare i motori, le cinque vetture non hanno mai mostrato segni di stanchezza, chiudendo la gara senza inconvenienti. Diverse le prestazioni dei piloti: nel nostro caso, il team è stato penalizzato da un "fuoripista" rimediato durante la prova speciale della terza tappa, risolto con l'intervento di un gatto delle nevi. Poco male: anche gli imprevisti fanno parte del gioco, soprattutto in una endurance.

Da San Cassiano, Davide Comunello