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PescaraDe Silva incontra gli alfisti per i 20 anni dell’Alfa Romeo 156

 

È tempo di celebrazioni in casa Alfa. Dopo i 30 anni dell’ammiraglia 164, è arrivato il momento di festeggiare i 20 anni della 156, una delle più riuscite berline di sempre. Se pochi giorni fa vi abbiamo raccontato la sua storia, sabato prossimo sarà lo stesso Walter de Silva a raccontare al pubblico gli aneddoti più curiosi su questa vettura: il “papà” dell’Auto dell’anno 1998 parteciperà con Stefano D’Amico, presidente del Registro Italiano Alfa Romeo, a un convegno organizzato presso il Museo di Arte Contemporanea di Pescara (h. 17.30) per il doppio decennale dell’auto dall’Alfa Club Abruzzo.

La carriera. Classe 1951, de Silva è da molti considerato il miglior designer dell’industria automobilistica mondiale, sebbene non più attivo nel settore. Una carriera, quella nel mondo dell’auto, iniziata il 2 aprile del 1972 con il suo approdo al centro stile Fiat. Poi, nel 1979, il designer passa alla direzione dell’Idea Institute di Torino, dove rimane fino al 1986, l’anno della svolta: diventa capo dello stile Alfa Romeo.  “Qui mette a punto la progettazione di vari modelli, tra cui la 155, la 145, la 146, la GTV e la Spider del 1995 - spiegano al R.I.A.R. - fino alle auto che l'hanno portato alla ribalta internazionale, ovvero la 156 e la 147 (entrambe Auto dell'anno, rispettivamente nel 1998 e nel 2001), che hanno ottenuto molti riconoscimenti per il loro design moderno, innovativo, all'avanguardia ma, soprattutto, tipicamente Alfa Romeo”.  

A Wolfsburg. Se ne accorgono nel Gruppo Volkswagen, dove viene chiamato nel 1999 a dirigere lo stile del marchio Seat, per poi assumere più tardi anche la direzione del design Audi e Lamborghini e arrivare, infine, al culmine della sua carriera: dal 2007 il designer è a capo a del centro stile Volkswagen Group, supervisionando lo stile di tutti e sette i marchi del colosso. Nonostante il tipico orgoglio teutonico, e i tanti gioielli creati per il gruppo (dalla A5, che in passato definì la sua migliore creatura, alla Golf VII), in Germania conoscono bene la sua passione per il Biscione e, in particolare, per la 156: un esemplare di colore azzurro gli viene recapitato su una bisarca direttamente al centro stile; è il suo compleanno e la vettura è il regalo di tutti i dipendenti della struttura. Del resto, dopo aver lasciato Wolfsburg e il design automobilistico (per esplorare altri settori), non nasconderà a Quattroruote (nell'articolo dal titolo “Il Maestro cambia vita”, dicembre 2015) la sua affezione per la Casa di Arese, pur negando un eventuale ritorno: “è stato il primo amore, quello che non si scorda mai. Mi sono innamorato dell’Alfa Romeo, poi mi sono sposato con la Volkswagen. Però, non voglio alimentare speculazioni: è un capitolo chiuso”.