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Da Milano a Pechino con una Citroën C4 Cactus

 

La Citroën C4 Cactus è stata la protagonista dell’Avventura Gialla, un viaggio da Milano a Pechino attraverso otto nazioni: Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Kazakistan, Kirghizistan e Cina.

Il team. L’equipaggio era composto da Franco e Massimo Gionco, padre e figlio da sempre appassionati di viaggi, e dalle rispettive compagne. La C4 Cactus, contraddistinta da una livrea dedicata, con tanto di mappa riassuntiva sulla fiancata, montava il PureTech 110, lo stesso della versione protagonista del nostro Diario di bordo, ed era equipaggiata con il sistema Grip control e pneumatici Michelin CrossClimate+ (nella misure da 205/50). Il box da tetto, l'unico accessorio aggiuntivo rispetto alla dotazione di serie, ha permesso di ottimizzare lo spazio nel vano bagagli e di caricare i pneumatici di scorta.

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Quindici tappe. Con oltre 17 mila chilometri da affrontare, il viaggio è stato suddiviso in 15 tappe (circa 500 chilometri al giorno di media), di cui la più lunga è stata quella da Aktay a Mukur, in Kazakistan (oltre 800 km). Per la tratta finale di 7 mila chilometri, invece, l'equipaggio ha impiegato circa 15 giorni, dal lago di Karakul, 190 chilometri a sud est di Kashgar, a Pechino.

Emozioni assicurate. "Non stavamo facendo un rally, né una corsa contro il tempo. Avevamo una tabella da rispettare ma il nostro scopo era anche la scoperta”, ha spiegato Massimo Gionco. “Spostarsi così lontani da casa genera, inevitabilmente, una serie di ansie e preoccupazioni. Fortunatamente è andato tutto bene e non abbiamo mai avuto grossi problemi”. Gli unici momenti di stress si sono verificati alle frontiere, a causa delle lunghe code e della miriade di permessi da esibire, il tutto aggravato dalla difficoltà di comunicazione.

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Doppio omaggio al passato. Il viaggio intrapreso dal team italiano è stato anche un omaggio alla storia del Double Chevron. Infatti è stato ripercorso in gran parte il tragitto della Crociera Gialla, una famosa spedizione organizzata nel biennio 1931-32 dalla Casa francese, che impiegò 43 uomini e alcune Citroën B2 Autochenille, il primo veicolo a motore ad attraversare il Sahara (grazie alle ruote posteriori trasformate in cingoli). Una vera sfida per l’epoca, conclusa in circa 10 mesi per un totale di 12.115 chilometri.