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Sicurezza in F.1La GPDA vuole ulteriori protezioni per la testa dei piloti

 

Sono giornate intense per la Formula 1. Venerdì prossimo si terrà un importante incontro tra i vertici del Circus e i rappresentanti dei team che saranno chiamati a decidere le sorti della categoria tramite i nuovi regolamenti che dovrebbero essere introdotti nel 2017. Questa volta, saranno presenti anche i rappresentanti della GPDA (Grand Prix Drivers Association) che stanno portando avanti due aspetti particolarmente cari ai piloti: sicurezza e prestazioni.

Verso i cockpit chiusi. L'incidente di Jules Bianchi dello scorso anno ha riaperto una annosa questione sul fronte sicurezza e sull'utilizzo di ulteriori protezioni per la testa del pilota. Da quel giorno si è tornato a parlare di abitacoli chiusi e la FIA ha testato soluzioni alternative in fase di valutazione, nonostante, nel caso di Bianchi, una protezione aggiuntiva non ne avrebbe probabilmente cambiato la tragica sorte.

Interventi urgenti. Alexander Wurz, presidente della GPDA, parlando con l'emittente inglese BBC ha spiegato: "Le ricerche condotte dagli esperti tecnici della FIA hanno portato a una soluzione chiara e i piloti credono che sia l'ora d'integrare una nuova protezione aggiuntiva, non più tardi del 2017". Per questo motivo gli abitacoli chiusi saranno all'ordine del giorno nella riunione tecnica di venerdì, unitamente alle varie questioni aerodinamiche.

Auto più veloci in curva. Se da un lato la GPDA chiede maggiore attenzione sulla sicurezza, dall'altro pretende anche che siano riviste alcune regole relative agli pneumatici per aumentarne il grip. Con gomme che offrono più aderenza, le monoposto potrebbero così tornare ad avere velocità di percorrenza curva decisamente maggiori. A tal proposito, Wurz ha aggiunto: "Le piste attuali sono state progettate per garantire altissimi standard di sicurezza a velocità superiori di quelle attuali. Nel 2009, le monoposto in curva erano di circa 50 km/h più veloci". Sebbene le richieste della GPDA potessero apparire in contrasto tra loro, l'ex pilota austriaco sottolinea: "I piloti vogliono minimizzare i pericoli sfruttando le più alte tecnologie e accettano il rischio che è alla base della corse. Perché non dimentichiamoci che i piloti, per prima cosa, vogliono andare veloci".  D.R.