Psa Peugeot-CitroënDongFeng e l'Eliseo pronti a entrare nel capitale

Psa Peugeot-Citroën DongFeng e l'Eliseo pronti a entrare nel capitale
 

Nel giorno in cui il Gruppo Psa ha diramato i dati di vendita relativi all'anno 2013, sta rimbalzando la notizia - rilanciata fra gli altri da Bloomberg e Reuters - secondo cui il cda del Costruttore avrebbe definitivamente approvato la cessione di significative quote societarie alla cinese DongFeng Motor e al Governo francese.

Tre soci paritari al 14%. L'accordo, secondo quanto si apprende, potrebbe portare nelle casse dell'azienda circa tre miliardi di euro, con la famiglia Peugeot al controllo di una quota identica a quella dei due nuovi partner azionari: ciascuno dei tre soggetti, al termine dell'operazione, si troverebbe a controllare il 14% del capitale. La famiglia di Sochaux scenderebbe dunque drasticamente rispetto all'attuale 25%.

Nuove iniezioni di capitali. Stando a quanto riportato oggi dal francese Les Echos, l'avallo all'operazione sarebbe arrivato domenica, al termine di una riunione del cda durata cinque ore: secondo i termini dell'accordo, il Governo di Parigi e il Costruttore asiatico verserebbero nelle casse di Psa 750 milioni di euro ciascuno, con i Peugeot che da parte loro inietterebbero altri 100 milioni.

Conferme entro un mese. È possibile, come sottolineato da Automotive News, che la chiusura dell'accordo arrivi entro il prossimo 19 febbraio, quando il Gruppo renderà noti i suoi risultati finanziari per il 2013, anno che dovrebbe chiudersi con perdite per 1,5 miliardi di euro (contro i 5 miliardi bruciati nel 2012). Per il momento, il Costruttore francese non ha commentato le anticipazioni di stampa odierne.

I Peugeot a confronto sul da farsi. Sembra, seguendo il filo delle indiscrezioni, che non sia unanime il consenso all'apertura della proprietà ai nuovi soggetti: il presidente di Psa Thierry Peugeot, avrebbe preferito un aumento di capitale tramite l'immissione di nuove azioni sul mercato, senza passare per il diretto coinvolgimento dei due possibili nuovi partner. Posizione contro cui si è schierato il cugino Robert Peugeot, numero uno della holding di famiglia.

I rischi di un "matrimonio" cinese. L'opinione del presidente di Psa, stando a quanto riportato, è che la ripresa del mercato europeo e le iniziative del prossimo ad Carlos Tavares saranno sufficienti a sostenere il risanamento. Senza contare - proseguirebbe il dirigente nel suo ragionamento - che l'ingresso di DongFeng non risolverebbe il problema delle "piccole" dimensioni di Psa, rendendo al contrario più difficili eventuali accordi industriali mirati con partner occidentali.

La figura di Tavares e lo snodo del 19 febbraio. Quello di Tavares sarà in ogni caso un ingresso chiave nell'organigramma del management: l'ex-delfino di Carlos Ghosn in Renault è attualmente al fianco dell'ad Philippe Varin, ma già all'appuntamento del 19 febbraio dovrebbe essere nominato suo successore. Entro i primi cento giorni dell'anno, Tavares produrrà un documento contenente le misure necessarie per il rilancio del Gruppo, ma già prima di allora si saprà il destino del suo assetto societario.

Fabio Sciarra

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Giovanni Risato
20 gennaio 2014 17.52
Saranno in perdita, ma almeno si impegnano e fanno modelli nuovi!
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andrea De Flowers
20 gennaio 2014 18.00
@ Risato, mi pare che l'obiettivo di una azienda sia fare utili. Non modelli. Nella storia economica chi fa prodotti e si dimentica di fare utili, chiude. Nel campo dell'automotive la lista è lunghissima...
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Giovanni Risato
20 gennaio 2014 18.01
Hai ragione, ma se i modelli non li fai neanche li vendi...
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STEFANO MANTELLI
20 gennaio 2014 18.09
bè dici poco!: essere in utile è condizione necessaria e sufficiente; fare nuovi modelli non è condizione necessaria nè sufficiente......
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M. B.
20 gennaio 2014 18.09
certo, quindi meglio vendere la proprietà ai cinesi pur di fare modelli nuovicontenti loro...
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