• player icon Cinque stelle EuroNCAP per l'Alfa Romeo Giulia
    News
    Cinque stelle EuroNCAP per l'Alfa Romeo Giulia
  • player icon Con la Hyundai i20 WRC di Neuville al Rally di Sardegna
    News
    Con la Hyundai i20 WRC di Neuville al Rally di Sardegna
  • player icon Simulatore di guida Danisi Engineering
    News
    Simulatore di guida Danisi Engineering
  • player icon Duel di Steven Spielberg (1971)
    News
    Duel di Steven Spielberg (1971)
  • player icon  Bullitt di Peter Yates (1968)
    News
    Bullitt di Peter Yates (1968)

FerrariIl Cavallino debutta a Piazza Affari

 

Anno nuovo, sfida nuova: da oggi il titolo Ferrari è ufficialmente quotato in Borsa a Piazza Affari. Gli scambi, inaugurati con il tradizionale suono della campanella, sono stati avviati alla presenza di Sergio Marchionne, Piero Ferrari, John Elkann e Amedeo Felisa. Proprio Marchionne ha sottolineato l'importanza dello snodo storico per il marchio, parlando di "un nuovo traguardo e una nuova partenza: competere sul listino di Milano per la Ferrari è come tornare alle origini".

Shanghai pesa: subito montagne russe. Il titolo, che ha aperto la seduta a 43 euro, è stato presto sospeso dopo aver toccato quota 41,75 euro, trascinato verso il ribasso in una giornata segnata dal crollo della Borsa di Shanghai (chiusa per eccesso di ribasso dopo aver toccato il -7%), che sta appesantendo tutte le piazze europee. Dopo pochi minuti, tuttavia, sono ripartite le contrattazioni.

Renzi: "Volevamo la quotazione a Milano". Oltre allo stato maggiore di Fca, stamattina a Milano era presente anche il premier Renzi: "L'Italia c'è, se ci mettiamo in pista siamo i più bravi del mondo", ha dichiarato il presidente del consiglio, cui Marchionne ha regalato un modellino della SF15-T, la monoposto che ha disputato la stagione 2015 di Formula 1. "Forse Marchionne lo avrebbe fatto comunque, ma in un viaggio a Melfi avevamo chiesto di sfruttare appieno il jobs act, e con le assunzioni a Chieti è stato fatto, e quotare anche a Milano", ha ricordato Renzi.

Cavallino in zona parità, Fca perde terreno. Alle ore 13, il titolo veniva scambiato a 43,59 euro, in leggero progresso (+0,35%) rispetto al riferimento indicato da Borsa Italiana (43,44), mentre le azioni Fiat Chrysler hanno perso significativamente terreno in mattinata (-2,04% a 8,39 euro), rispetto agli 8,565 del prezzo rettificato all'indomani dello spin-off del Cavallino: mercoledì 30 dicembre, ultima seduta con l'80% di Ferrari "in pancia", il titolo Fca aveva chiuso a 12,79 euro. Sempre più sostenute le vendite sui titoli Exor (-4,18%) e Cnh (-4,97%).

Marchionne: target 2018 confermati, ottimismo per il 2016. Nonostante lo scorporo, ha affermato il presidente Marchionne, gli obiettivi per il 2018 del Gruppo "restano confermati": "Melfi sta andando alla grande, condivido l'ottimismo di Renzi per il 2016. Sono piuttosto soddisfatto del 2015" ha aggiunto l'ad, "e non ho nessuna ragione di pensare che quest'anno sarà diverso". "È una giornata bella, entusiasmante. Le parole di Renzi sono state molto positive e sono di buon auspicio per il 2016", ha aggiunto il presidente di Fca John Elkann.

Bond Ferrari nel primo semestre. Durante la conferenza stampa tenuta in mattinata, Marchionne ha annunciato che Maranello lancerà un bond entro il primo semestre dell'anno: "Non abbiamo ancora chiesto il rating del titolo Ferrari", ha poi precisato il presidente.

Fca: resta il rating "buy", giù il target price. Gli analisti di Equita, per il momento, tengono l'indicazione su "buy", fissando il target price sulla piazza milanese a 51 euro. Confermato il rating buy anche su Fca, ma Banca Akros ha rivisto l'obiettivo di prezzo da 17 a 12,5 euro, dopo la separazione del Cavallino. Più o meno in linea le previsioni di Equita (rating buy, target da 17,2 a 12,3 euro), mentre Kepler Chevreux conferma il rating hold e ritocca la stima sul prezzo da 15 a 11 euro.

Fca: consolidamento tema aperto. "Una cavolata": così, nel corso della conferenza, Marchionne ha bollato le voci secondo le quali la ricerca di sinergie industriali sarebbe indice di debolezza di Fca sul fronte del raggiungimento degli obiettivi per il 2018. Il Gruppo non è alla ricerca di un partner, ma il consolidamento del settore "è un problema su cui confrontarsi, che non si chiuderà quest'anno", ha affermato l'ad, che ha aggiunto: "Il piano può solo beneficiare dell'associazione con un altro Costruttore".

La priorità restano i target per il 2018. Secondo quanto spiegato dal presidente in conferenza, Fca ha anche "ricevuto approcci per una possibile aggregazione da chi però non consideravamo un partner ideale. Ora", ha aggiunto Marchionne, "ci concentriamo sul piano per il 2018: raggiungere gli obiettivi significa creare valore per gli azionisti. Allora la valutazione del gruppo cambierà totalmente, e darà a Fca la possibilità di avere discussioni in maniera diversa".

Le battute su Mary Barra (GM) e Matthias Müller (VW). Nello specifico, Marchionne ha escluso futuri incontri a breve termine con l'ad di General Motors Mary Barra: "L'ho incontrata meno di un mese fa a Washington. Non credo che prenderò un altro caffè con lei, non si ripeterà in futuro". Sulla possibilità di un incontro con l'ad di Volkswagen Matthias Müller, Marchionne ha replicato con una battuta: "Il caffè lo prendo con tutti, ma con Müller è meglio non parlare di atmosfera".

F.1 prioritaria per Ferrari. Oltre a escludere la quotazione in Borsa per Maserati e le cessioni di Magneti Marelli e Comau, Marchionne ha ribadito che Ferrari non costruirà mai vetture lontano dalla sede di Maranello, né ha in programma di acquisire altri marchi. A Maranello, piuttosto, si lavorerà per tornare davanti a tutti in Formula 1, già a partire dalla stagione 2016.

Nel 2016 l'obiettivo è il titolo. "È l'anno del ritorno in vetta. La squadra c'è, è forte e coesa: ci manca poco per arrivare al livello degli avversari", ha dichiarato l'ad. "Stiamo lavorando con cattiveria agonistica, per tornare la squadra da battere, come la nostra storia esige. Abbiamo fatto tutto quello che Arrivabene ci aveva richiesto: ora l'unico obiettivo è riportare il titolo a Maranello".

Vincere già in Australia. "Le performance della Scuderia sono essenziali alla Ferrari", ha osservato Marchionne. "Abbiamo investito tantissime risorse: il lavoro del 2015 è una base eccezionale per una stagione di successi nel 2016. Vedremo a marzo nella prima gara in Australia come stiamo a livello competitivo, ma dobbiamo vincere subito".

Precisazioni sul ritorno dell'Alfa in F.1. Sempre in tema di competizioni, Marchionne è tornato sulla battuta in merito al ritorno di Alfa Romeo in Formula 1, che tanto scalpore aveva suscitato al pranzo di Natale coi giornalisti a Maranello: "Operazione possibile, modalità tutte da vedere. Come marchio l'associazione con la F.1 sarebbe corretta, ma ora la cosa più importante è portare avanti l'aspetto economico". Al di là dei polveroni, la priorità per il Biscione, resta il programma di sviluppo della gamma stradale.

L'aumento della produzione Ferrari: probabile, ma prudente. Nella conferenza di oggi, inoltre, è tornato sotto i riflettori il tema dell'incremento della produzione Ferrari: Marchionne ha rassicurato chi teme un'operazione di crescita indiscriminata, parlando di un "probabile aumento, ma coerente con il principio enunciato dal fondatore: sempre un'auto in meno rispetto alla richiesta del mercato". In ogni caso, nel 2016, le consegne dovrebbero restare intorno alle 7.700 unità del 2015, nel cui conteggio c'è però da considerare anche la produzione della LaFerrari.

Fabio Sciarra