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Dieselgate VolkswagenDiess: ottimisti sul via libera Usa, non lasceremo il gasolio

 

Mentre si prepara ad affrontare la causa intentata dal Dipartimento di Giustizia Usa, Volkswagen torna a fare il punto sul caso dieselgate. L'ultimo intervento, direttamente dal CES di Las Vegas, è del capo del brand tedesco Herbert Diess, secondo cui il gasolio continuerà ad avere un ruolo importante nella gamma di Wolfsburg, "anche negli Stati Uniti". Dopo essersi nuovamente scusato con il pubblico americano, il top manager ha inoltre confermato di essere ottimista sul via libera dell'Epa e del California Air Resources Board, finora scettici sulle soluzioni proposte dal Gruppo.

Il diesel resta. "Non abbandonerei il diesel, nemmeno negli Usa", ha spiegato Diess a margine dell'evento per il microbus elettrico Budd-e. In un'intervista alla Reuters, il numero uno della Volkswagen ha poi aggiunto che il gasolio "ha ancora un futuro in alcuni segmenti", Suv inclusi, precisando che l'alimentazione resterà "un must in alcuni mercati": ad esempio quello europeo, dove la domanda dovrebbe continuare ad essere solida "per i prossimi dieci anni".

Il braccio di ferro con l'Epa. Negli Usa, dove le vetture incriminate sono 580 mila, Wolfsburg sta ancora cercando un accordo per il via libera agli interventi. I correttivi proposti lo scorso 20 novembre non sono ancora stati approvati (anzi, lunedì l'Epa ha precisato che il confronto non è ancora arrivato a "una soluzione accettabile"), ma Diess è ottimista: "Sono convinto che ci riusciremo, il dialogo è molto costruttivo". La prossima settimana, il Ceo del Gruppo Matthias Müller incontrerà i vertici dell'Epa a Washington, con l'obiettivo di trovare una quadra.

Gli interventi in Europa.
Diversa la situazione in patria, dove i richiami hanno avuto il via libera dell'agenzia Kba. Nei Paesi dell'Unione, Volkswagen conta di adeguare 8,5 milioni di vetture entro la fine del 2016. Secondo Diess, il fix per il 2.0 quattro cilindri sarà il più complesso da implementare. D.C.