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Dieselgate VolkswagenCalifornia, il Carb boccia i richiami per i 2.0 TDI

 

Il California Air Resource Board ha respinto i correttivi proposti dalla Volkswagen per i motori 2.0 TDI commercializzati nello Stato dal 2009 al 2015. Secondo l'agenzia, che ha contestualmente formalizzato l'avviso di violazione, il piano richiami contiene "lacune, manca di sufficienti dettagli e informazioni per consentire una valutazione tecnica" e "non affronta adeguatamente gli impatti sulla performance dei veicoli, le emissioni e la sicurezza".

La bocciatura. La doccia fredda arriva alla vigilia dell'incontro tra Matthias Müller con l'Epa, decisivo per il proseguimento del caso. Tuttavia, lo stesso Carb specifica che lo stop non è definitivo: "Le azioni di oggi non impediscono un richiamo - scrive l'agenzia - ma consentono di valutare una più ampia varietà di rimedi. Il Carb continuerà a indagare e a fare valutazioni tecniche con l'Epa per riportare i veicoli ai livelli di emissioni richiesti, determinare la riduzione dei danni ambientali e stimare le penali". La stessa notice of violation, la quale include 13 voci diverse incluso l'utilizzo del defeat device e la non conformità agli standard, potrà infatti essere "integrata o corretta" in base alle necessità. La risposta del Carb non include i V6 da 3.0 litri irregolari venduti in California (circa 15 mila, contro gli 85 mila coinvolti a livello Usa): per sottoporre un piano specifico, Volkswagen ha tempo fino al prossimo 2 febbraio.

L'incontro-verità. Oggi, il Ceo del Gruppo incontrerà la responsabile dell'Epa Gina McCarthy: ancora una volta, l'oggetto sarà il piano di interventi per le 482 mila vetture equipaggiate con il quattro cilindri EA 189. Nel frattempo, Wolfsburg ha replicato all'agenzia californiana: come riportato dalla Reuters, i tedeschi sottolineano che il niet "si riferisce al piano di richiami iniziale sottoposto a dicembre: siamo impegnati a cooperare con il Carb e altri enti regolatori e intendiamo continuare la discussione domani, quando incontreremo l'Epa". Lo stesso Müller ha confermato che in alcuni casi, i più costosi e complessi, l'azienda potrebbe valutare il buy-back dei veicoli. 

Davide Comunello