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VolvoSamuelsson: "Un'elettrica da 500 km fra tre anni"

 

La strada è tracciata, il punto di non ritorno superato: la Volvo muove diritta verso l'elettrico puro. E conta di raggiungere la sua meta nel giro di tre anni: ne è convinto l'amministratore delegato Håkan Samuelsson, che abbiamo incontrato al Salone di Detroit, in occasione del debutto dell'S90.

Elettrico sì, ma solo se maturo. "Presenteremo la prima elettrica di serie nel 2019: il modello sfrutterà la piattaforma modulare Spa delle nuove XC90, S90 e V90, e sarà in grado di garantire un'autonomia di circa 500 km". Le zero emissioni alla svedese, insomma, arriveranno solo quando i tempi e le tecnologie necessarie - a partire da quella delle batterie - saranno maturi.

Un cammino in due tappe. "È un passo che non vogliamo affrettare", spiega l'ad di Göteborg, "perché non ha senso immettere sul mercato un prodotto ancora non maturo. La strada verso le zero emissioni, nella nostra visione, si compone di due tappe: abbiamo raggiunto la prima, rappresentata dall'ibrido plug-in Twin Engine. Un autentico ponte verso il traguardo delle EV".

Imprescindibile la ricarica rapida. "Non solo la tecnologia delle batterie dovrà essere quella di prossima generazione", ha aggiunto Samuelsson parlando con Quattroruote "ma dovremo poter contare su una rete di ricarica rapida il più possibile ramificata". L'idea, nei principi simile a quella dei Supercharger Tesla, non può concretizzarsi senza uno sforzo comune, avverte il Ceo.

La necessità di uno standard condiviso. "Non possiamo immaginare che ciascun Costruttore metta in piedi autonomamente una propria rete di ricarica veloce" argomenta Samuelsson: "Bisogna collaborare, e soprattutto adottare uno standard comune per permettere ai clienti di marchi diversi di ricaricare ovunque le vetture". Il modello, evidentemente, è quello già sperimentato qui negli Usa da BMW e Nissan, che hanno avviato l'installazione di 120 stazioni di ricarica condivise in 19 stati federati.

Un'elettrica compatta? Tutta da decidere. Per quanto la strada verso i powertrain elettrici sia stata ormai intrapresa, Sameulsson resta cauto sulla possibilità di una Volvo compatta a zero emissioni. "Per noi un'elettrica di alta gamma è più realistica. Siamo convinti che sul lungo termine l'elettrico diventerà una tecnologia di grande serie, ma il primo modello in arrivo sarà di taglia grande".

Anche Geely userà l'elettrico Volvo. La piattaforma modulare Cma per le compatte, che insieme alla Spa costituirà l'ossatura dell'intera gamma, è tuttavia stata progettata per accogliere anche un powertrain a emissioni zero. "Anche se non abbiamo preso decisioni definitive per un'EV compatta, forniremo la tecnologia elettrica, che abbiamo sviluppato autonomamente in Svezia, a Geely". La Casa madre cinese, spiega Samuelsson, "la userà per il suo modello ecologico, che sarà proprio una compatta su base Cma".

Volumi, no alla crescita indiscriminata. L'ad si è anche soffermato sui piani di sviluppo della gamma e dei volumi attuali: "Non si può pretendere di fare tutto e di farlo bene: continueremo a concentrarci sulle tre linee di berline, wagon e Suv. Non abbiamo alcun programma per un'ammiraglia da posizionare sopra all'S90, nessuna necessità di partnership o integrazioni industriali, né piani per una crescita indiscriminata: nel 2015 abbiamo superato per la prima volta nella storia il mezzo milione di unità, e l'obiettivo di lungo termine è quello di raggiungere quota 800.000".

Nuova linfa dalla Silicon Valley. Inevitabile, in chiusura, una battuta sui nuovi protagonisti in arrivo dalla West Coast: "L'ingresso di giganti new tech come Apple e Google nel nostro settore è un fattore estremamente positivo, perché già oggi sta accrescendo il tasso d'innovazione dell'industria. Vedrete, la Silicon Valley darà nuova linfa all'auto".

Da Detroit, Fabio Sciarra