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RenaultA picco in Borsa su ipotesi nuovo dieselgate

 

Non c'è pace oggi per il comparto automotive sulle piazza azionarie. Dopo la debacle del titoli Fiat (di nuovo sospeso a -9,29% teorico e rientrato in contrattazione a -8,88%), è toccato alle azioni Renault lasciare sul terreno il 18% in circa un'ora per arrivare poi a perdere il 20,25%, a 69 euro, dopo aver toccato un minimo di 67,570 euro. Alla base del tonfo ci sono le indiscrezioni, riportate dai sindacati e rilanciate dalla stampa, di perquisizioni della polizia antifrode francese in alcuni siti produttivi della Casa, con il sequesto, secondo altri rumors, di alcuni computer. Il tutto sarebbe legato, sempre secondo indiscrezioni non confermate, a possibili frodi sulle emissioni. Nelle scorse settimane test effettuati da una organizzazione ecologista tedesca, la Duh, avevano messo in dubbio la regolarità dei valori di emissione del turbodiesel 1.6 che equipagga la Renault Espace, test peraltro contestati dalla Casa francese in quanto condotti con procedure diverse da quelle previste in sede di omologazione.

La replica della Renault. La risposta alle indiscrezioni su una possibile frode non si è fatta attendere. In un comunicato ufficiale la Casa francese ha ribadito quanto sostenuto dalla Direzione Generale per l'Energia e il Clima (DGEC), che risponde direttamente al ministero dell'Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell'Energia: "I controlli finora effettuati non hanno rivelato sui veicoli Renault la presenza di alcun software finalizzato a falsare i dati relativi alle emissioni". Contemporaneamente, la DGCCRF (Direzione generale sulla concorrenza, sul consumo e sulle truffe, che fa capo alla direzione del Ministero dell'Economia e dell'Industria), con la quale sta collaborando attivamente un team della Renault, ha deciso di condurre ulteriori indagini con lo scopo di convalidare definitivamente la prima analisi effettuata dalla Commissione tecnica indipendente.

Redazione online