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Scandalo emissioniVia libera alla commissione d'inchiesta europea

 

Il Parlamento europeo ha ufficialmente avviato la commissione d'inchiesta che dovrà indagare "sulle emissioni dell'industria automobilistica" nel Vecchio continente: l'iniziativa istituzionale, nata mesi fa sulla scorta del dieselgate Volkswagen, prevede un secondo filone di indagine orientato ad appurare il ruolo dell'esecutivo Ue e dei singoli Paesi, delineando eventuali responsabilità nel mancato enforcement delle leggi comunitarie.

Primo rapporto tra sei mesi. I 45 membri della commissione di inchiesta sono stati nominati oggi a Bruxelles e si riuniranno per la prima volta a febbraio: l'obiettivo è arrivare a una relazione definitiva nel giro di un anno, anticipata da un rapporto intermedio previsto tra sei mesi. I tempi non sono assolutamente brevi, ma va detto che il mandato parlamentare è duplice: da un lato, si chiede di appurare "la violazione delle norme comunitarie in materia di prove di emissioni auto dei Costruttori"; dall'altro, di indagare sulle "presunte carenze degli Stati membri e della Commissione europea nel far rispettare le norme".

Defeat device e responsabilità. Tra gli aspetti da approfondire figurano varie voci riferibili ai defeat device installati dalla Volkswagen, ma non solo: Bruxelles vuole fare chiarezza su altre ipotesi, per ora tutte rigorosamente "presunte". Tra queste, "l'inadempimento da parte della Commissione dei cicli di prova utilizzati per misurare le emissioni"; la "mancata adozione, da parte della Commissione e delle autorità degli Stati membri, di misure appropriate ed efficaci per sorvegliare e rendere effettiva l'applicazione dell'esplicito divieto dell'uso di impianti di manipolazione"; "l'omissione da parte della Commissione, della tempestiva introduzione di prove che riflettano le condizioni reali di guida"; "la mancata introduzione, da parte degli Stati membri, di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive applicabili ai Costruttori per le violazioni". Infine, il Parlamento valuterà l'esistenza di indizi e prove anteriori all'avviso di violazione, emesso il 18 settembre 2015.

Redazione online