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Salone di New DelhiJeep sbarca in India

 

Una delle novità del Salone di New Delhi, che ha aperto oggi i battenti alla stampa, non è una macchina ma un marchio. È Jeep, che, come era già stato anticipato a Detroit, sbarcherà quest’anno sul mercato indiano. I primi modelli ad arrivare sulle rive del Gange saranno la classicissima Wrangler e la Grand Cherokee, anche nella versione performante SRT, con il suo V8 Hemi di 6.4 litri e 457 cavalli. 

Regalo di compleanno. “L’anno scorso abbiamo iniziato la produzione locale in Cina e in Brasile e oggi lanciamo il marchio Jeep, che proprio quest’anno compie 75 anni, nel quinto più grande mercato al mondo, ponendo le basi per la futura crescita in questo paese”, ha dichiarato il Ceo Mike Manley al Salone.

Controtendenza. Il mercato indiano è tra gli emergenti quello che ha resistito meglio alla flessione generalizzata che ha coinvolto i cosiddetti Brics, a partire dalla Cina e dal Brasile. Invece l’India, pur essendo un’economia cinque volte più piccola di quella cinese, continua a espandersi: l’anno scorso ha registrato una crescita del Pil del 7,5%. In particolare la fascia di mercato delle sport utility è cresciuta del 22% nel corso degli ultimi cinque anni.

Produzione locale. L’attacco della Jeep a questa ricca torta sarà prudente: le vendite, che inizieranno a metà del 2016, dovrebbero raggiungere le 1.500-2.000 unità nel 2017. Ma dallo stesso anno dovrebbe iniziare l’assemblaggio in loco di almeno un modello Jeep, nello stabilimento di Ranjangaon, gestito da una joint-venture tra FCA e l’indiana Tata. Il gruppo italo-americano inietterà nello stabilimento denaro fresco per 280 milioni di dollari.   

Obiettivo più vicino. Il marchio Jeep nel 2015 ha totalizzato 1,2 milioni di unità vendute, il picco più alto della sua storia e il quarto record consecutivo dal 2012. Se continuerà con questo tasso di crescita l’obiettivo di 1,9 milioni di unità per il 2018 fissato dal piano del 2014 potrebbe non essere irrealistico.

Roberto Lo Vecchio e Manuela Piscini