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ScionToyota chiude il marchio per gli Usa

 

Creato nel 2002, lanciato sul mercato Usa l'anno successivo, e ora già arrivato al capolinea. La parabola del marchio Scion si chiude definitivamente oggi, 3 febbraio del 2016: con una nota stampa appena diffusa, la filiale nordamericana della Toyota ha annunciato la conclusione delle operazioni del brand. I cui modelli rimarranno in vendita sul mercato statunitense, ma sotto l'egida della Casa madre.

Strizzava l'occhio ai giovani. Nato per conquistare la fascia più giovane del pubblico locale, la Casa chiude i battenti dopo aver venduto circa un milione di vetture: "il 70% dei suoi clienti non aveva mai comprato una Toyota e la metà aveva meno di 35 anni", ricorda oggi il Costruttore giapponese. Che però non può nascondere del tutto dei risultati commerciali spesso al di sotto delle aspettative.

Vendite "sgonfie". Dopo aver raggiunto il record di vendite nel corso del 2006, unico anno in cui ha superato il tetto delle 170 mila unità, il brand ha subito un significativo ridimensionamento. E anche con la ripresa del mercato Usa non è riuscito a riportarsi mai sui livelli pre-crisi: nel 2015 la Scion ha venduto negli Usa circa 56 mila vetture.

Tutto rimarchiato Toyota. La transizione, spiega la Toyota, verrà messa in atto a partire dal mese di agosto, quando i model year 2017 del marchio Scion inizieranno a essere rimarchiati con il brand nipponico. Il passaggio riguarderà la FR-S (GT86 da noi), la iA (una piccola tre volumi derivata dalla Mazda2) e la iM (che è la nostra Auris), mentre la coupé tC andrà in pensione, sempre ad agosto.

Ci sarà anche la crossover compatta. La gamma americana della Toyota (il Costruttore, peraltro, cura già oggi l'assistenza per i modelli Scion), si arricchirà inoltre della crossover compatta, attesa anche in Europa: anticipata dalla concept C-HR, che a Los Angeles ha debuttato con il brand oggi in pensione, vestirà il marchio nipponico anche dall'altra parte dell'oceano.

Fabio Sciarra