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TeslaRecord di consegne ma le perdite salgono a 320 milioni di dollari

 

Linee di montaggio a pieno regime, consegne record, la Model 3 quasi pronta per la prima apparizione (il 31 marzo) e, sullo sfondo, una Gigafactory entrata nella fase più impegnativa per le casse aziendali: è la fotografia del quarto trimestre 2015 della Tesla, descritto nella lettera agli azionisti inviata ieri dal Ceo Elon Musk e dal nuovo Chief Financial Officer Jason Wheeler. Un documento che parla di passato e soprattutto di futuro, ma che evidenzia anche perdite nette inedite, pari a 320 milioni di dollari (283 milioni di euro): importi decisamente superiori rispetto a quelli evidenziati nel terzo trimestre (230 milioni) e addirittura triplicati rispetto a un anno fa (108 milioni).

Il bilancio di Musk. Per il periodo ottobre-dicembre 2015, la Casa di Palo documenta un fatturato di 1,2 miliardi di dollari, calcolato secondo i principi contabili standard (Gaap, "Generally accepted accounting principles"): l'incremento è del 30% rispetto al terzo trimestre e del 27 rispetto allo stesso periodo del 2014. Secondo i parametri della Tesla (in cui figurano anche i leasing delle Model S calcolati up front), il fatturato sale a 1,75 miliardi di dollari, il 59% in più rispetto a un anno fa. Oltre alle perdite nette, va notato che al 31 dicembre l'azienda di Musk disponeva di una liquidità pari a 1,2 miliardi di dollari contro gli 1,9 del 2014, e questo nonostante la vendita di azioni (per circa 650 milioni) portata a termine lo scorso agosto per supportare le spese operative e i nuovi progetti. Tra questi, la Gigafactory sta rapidamente diventando la componente più dispendiosa: come rivela il recente documento del Nevada's Governor Office for Economic Development, nel quarto trimestre del 2015 la Tesla ha investito 78 milioni di dollari, portando il totale della propria quota a 310 (Panasonic è a 64).

La cavalcata degli ordini. Nonostante il calo generalizzato del petrolio, nel 2015 la Model S ha fatto la parte del leone: per la vettura simbolo della Casa, Musk e soci hanno registrato un aumento degli ordini pari al 35% e a quanto pare c'è spazio per migliorare ancora, considerata "la limitata presenza commerciale in tutti i mercati". Per quanto riguarda la produzione, il trimestre si è chiuso a quota 14.037 veicoli, contro i 13.091 del precedente periodo. Entro l'estate, il Costruttore conta di sfornare mille Model X alla settimana. Boom anche nelle consegne: nel quarto trimestre, le immatricolazioni a livello globale sono state 17.470 (di cui 206 relative alla nuova Suv), a fronte delle 11.600 del Q3 e di un 2015 a quota 50.580. Per il 2016, Musk punta a "80-90 mila" vetture, suddivise equamente tra la berlina e la Model X.

Gli investimenti del 2016. Per quest'anno, Palo Alto punta a "generare un flusso di cassa positivo", fino a raggiungere la redditività (almeno secondo i principi contabili seguiti dalla casa). Le spese in conto capitale previste sono di 1,5 miliardi di dollari, da recuperare a livello interno: secondo Musk, gli investimenti serviranno a "supportare la produzione di celle presso la Gigafactory". In più, i soldi verranno impiegati per iniziare l'allestimento delle linee della Model 3, espandere la presenza sul territorio con altri 80 punti Tesla (tra negozi e service center) e per aprire 300 nuovi Supercharger.

Debutto a marzo. Sempre ieri, Musk ha confermato la data di uscita della nuova berlina compatta: l'elettrica da 35 mila dollari incentivi esclusi sarà ufficialmente presentata alla fine del prossimo mese, mentre la produzione resta fissata al 2017. A Quattroruote, la Casa ha già descritto la road map: negli Usa, le prime consegne sono previste per la seconda metà dell'anno, mentre per l'Europa bisognerà attendere il 2018. In ogni caso, quella della Model 3 non sarà una presentazione a tutto tondo: il Ceo ha già spiegato che intende mostrare solo le "prime foto" dell'elttrica e che l'intero progetto sarà descritto più avanti, a ridosso della produzione. Per la nuova compatta è prevista una seconda variante, con ogni probabilità una crossover, ma né Musk né l'azienda sono ancora entrati nei dettagli.Novità, invece, sul fronte degli ordini: in un tweet postato stamane, Musk ha aggiunto che la Model 3 potrà essere prenotata nei Tesla store a partire dal giorno della presentazione e online dal 1° aprile. La caparra richiesta è di mille dollari, sensibilmente inferiore ai 5 mila necessari per assicurarsi una Model X. Confermando per l'ennesima volta il prezzo di listino, "attorno ai 35 mila dollari", il Ceo ha specificato che la Model 3 non avrà Signature Series.

Davide Comunello