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Aston Martin RapidEJoint venture con la cinese LeEco: l'elettrica uscirà nel 2018

 

Aston Martin stringe un'alleanza con LeEco, tech company cinese fondata dal miliardario Jia Yueting (finanziatore di Faraday Future): la joint venture, annunciata oggi a Francoforte, servirà a costruire l'elettrica di serie basata sulla concept RapidE.

La RapidE, quattro porte sviluppata sulla base della Rapide S, è stata presentata lo scorso ottobre, ma i dettagli ufficiali scarseggiano: le indiscrezioni parlano di due powertrain, uno standard da 550 CV e uno più estremo da 800. L'autonomia, invece, dovrebbe raggiungere i 320-350 km. Di sicuro, la RapidE sfrutterà i sistemi connessi sviluppati da LeEco, fino allo scorso gennaio nota come Letv (acronimo di Leshi Internet Information & Technology).

Non solo RapidE. Il memorandum di intesa è stato firmato dal Ceo di Aston Martin, Andy Palmer, e da Ding Lei, cofondatore di See Plan (la divisione automotive di LeEco): stando all'accordo, le due aziende lavoreranno assieme per costruire la RapidE sviluppare "altri veicoli elettrici connessi per conto di Aston Martin, LeEco e Faraday Future", da lanciare entro il 2020. Per quanto riguarda l'elettrica di Gaydon, ritenuta "una tappa fondamentale", l'obiettivo del 2018 è stato confermato dallo stesso Palmer: d'altronde, la vettura a emissioni zero sarà indispensabile per bilanciare le emissioni della gamma inglese, basata sui celebri V8 e V12.

L'alleanza con Faraday Future. La cooperazione con la start-up americana che punta a fare concorrenza alla Tesla di Elon Musk non deve stupire. LeEco è la creatura più ricca e famosa di Yueting, il quale è anche il principale finanziatore di Faraday Future: l'intreccio industriale si fa dunque interessante, considerate le ambizioni in gioco. Al momento, Faraday è impegnata nella costruzione della sua prima fabbrica, prevista a nord di Las Vegas e sostenuta da un investimento di un miliardo di dollari: stando alla road map, la produzione delle elettriche high-tech dovrebbe iniziare verso la fine del 2017.

Davide Comunello