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Aston MartinLa crossover sarà prodotta in Galles

 

L'Aston Martin si fa una seconda casa e la consacra alla sua figlia meno ortodossa: il Costruttore inglese ha annunciato oggi di aver scelto la località di St Athan, in Galles, per realizzare il suo nuovo sito produttivo.

Un futuro, due impianti. La fabbrica, che affiancherà nelle operazioni la storica sede di Gaydon, sarà completamente dedicata all'assemblaggio della crossover derivata dalla concept DBX. Nel sito principale, invece, rimarrà la produzione delle nuove sportive (a partire dalla DB11, in autunno), cui si aggiungerà quella dell'ammiraglia elettrica RapidE, a partire dal 2018. Nel 2020, da Gaydon usciranno 7.000 vetture l'anno.

Mille posti di lavoro. Secondo quanto comunicato in una nota, con il piano di investimenti da 200 milioni di sterline già anticipato l'anno scorso, il Costruttore conta di creare complessivamente mille nuovi posti di lavoro nel Regno Unito entro il 2020. Saranno altre tremila le nuove assunzioni calcolate nell'indotto collegato alle due fabbriche.

Nella base della Raf. L'impianto gallese, che occuperà una superficie di circa 36 ettari, nascerà sfruttando una preesistenza edilizia attualmente gestita dal ministero per la Difesa britannico. A St Athan oggi sorge una base della Raf, e sostanzialmente l'Aston Martin ne trasformerà tre hangar: i lavori partiranno l'anno prossimo, e la produzione del modello di serie verrà avviata nel 2020. Per una carriera che si preannuncia internazionale: il 90% delle auto costruite in Galles saranno destinate alle esportazioni. F.S.