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DieselgateMarchionne a Ginevra: "È un problema per tutti i Costruttori"

 

Il dieselgate Volkswagen è diventato "un problema per tutti i Costruttori". A dirlo, al Salone Ginevra, è stato Sergio Marchionne, intercettato dai giornalisti dopo la riunione dell'Acea.

Il peso del dieselgate. Secondo l'ad del Gruppo FCA, lo scandalo emissioni peserà in maniera significativa sulle future scelte del settore: "Dobbiamo cercare di capire come il diesel continuerà a far parte del portafoglio prodotti", ha spiegato il top manager. Recentemente, la stessa FCA ha deciso di anticipare l'arrivo di norme più stringenti, aggiornando le calibrazioni delle diesel Euro 6 vendute a partire dal prossimo aprile.

Il rapporto con i tedeschi. Oggi Marchionne ha sottolineato anche il complesso rapporto che intercorre tra le Case europee: a proposito della stessa Acea, attualmente presieduta da Dieter Zetsche di Daimler, l'ad ha infatti notato che l'associazione europea è nata "per essere un punto di equilibrio tra gli interessi nazionali e il Dna dei singoli Costruttori. Difficile dire se poi lo sia effettivamente - ha osservato - Gli interessi della Mercedes non possono essere gli stessi della Fiat che fa la Panda, quindi cerchiamo di incrociarli e di trovare un livello minimo di coesione. Non è semplice - ha continuato il manager - Bisogna rendersi conto che l'industria automobilistica tedesca pesa di più di quella degli altri Paesi".

Il mercato. Mentre i dati continuano a confermare il momento d'oro sul mercato, per FCA in particolare, Marchionne mantiene la sua proverbiale prudenza: "Abbiamo fatto sei anni all'inferno, il fatto che non stiamo più sui carboni non significa che stiamo bene. Sono incoraggiato dal progresso, contento in linea generale ma mai soddisfatto. Neppure in America, dove stiamo crescendo da 71 mesi di fila".

La Borsa e la Ferrari. Marchionne ha commentato anche l'altalena in Borsa del titolo FCA: "I mercati sono ancora nervosi, ma aiuta il fatto che si stia ristabilendo un certo ordine nelle valutazioni. L'azienda sta bene". Infine, la Ferrari: secondo l'ad, l'imminente bond di Maranello ammonterà "probabilmente a 500 milioni di euro". La situazione dovrà "essere analizzata bene": in ogni caso, il Cavallino conta di essere "a zero debito" entro il 2019.

Redazione online