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FordFarley: "Europa, ecco come sfutteremo il fenomeno Suv"

 

Tornata a vedere l’utile nel 2015, Ford Europe si appresta a imprimere una sterzata significativa alla sua presenza nel vecchio Continente. Puntando molto, com’è inevitabile, su Suv e crossover, protagoniste di una crescita che pare inarrestabile. Che fa quasi pensare a uno scenario di tipo americano, dove Suv e light truck hanno ormai stabilmente una quota di mercato superiore al 50%.

“No, non credo che in Europa accadrà lo stesso” frena Jim Farley, presidente di Ford Europa “forse potrà accadere su qualche mercato particolare, come la Russia, ma lo scenario che si va delineando da noi è ben diverso: la gente non guarda ai classici Suv a due volumi, cerca prodotti funzionali all’utilizzo nelle città europee, prodotti di dimensioni contenute, e al tempo stesso d’immagine moderna. Tant’è che già nel primo mese di quest’anno è successo qualcosa di straordinario: le vendite di Suv e crossover del segmento B hanno superato quelle di C e superiori messi assieme. Ma la tendenza è tutta verso i crossover: vetture con la funzionalità garantita dalla facilità di accesso, dalla seduta alta, dall’ampia visibilità, ma senza la muscolarità tipica dei Suv”.

In quest’ottica però l’Ecosport non pare proprio la risposta giusta.

Beh, cominciamo col dire che stiamo crescendo, l’anno scorso abbiamo venduto circa 40mila unità, due volte e mezzo quello precedente, e nei primi mesi di quest’anno c’è un’ulteriore crescita. Con l’Italia quale primo mercato. Dopo di che, l’Ecosport va bene per un certo tipo di clienti, mentre ce ne sono altri che guardano a prodotti di immagine differente. Ai crossover, come dicevo.

Ma proprio per la specificità dell’Europa, è il caso di portarvi modelli concepiti per i mercati emergenti, dove le esigenze sono ben diverse, in termini di sicurezza e di finitura?

Dipende, in alcuni casi ritengo che sia comunque una scelta valida: non giudicateci da un solo episodio.

A breve però si riproporrà il discorso per l’erede della Ka.

La Ka plus debutterà nella seconda metà dell’anno. È basata sull’architettura della Fiesta, con un portafoglio motori che ritengo pienamente in linea con le esigenze europee. Quanto alle finiture, di correzioni ne abbiamo apportate parecchie: troverete volante in pelle, maniglie cromate e via dicendo, cose che mercati come l’India o il sud America non chiedono. Ma non è l’unico caso in cui è necessario adeguare il prodotto, lo stesso discorso vale per i segmenti superiori: i clienti europei sono molto più esigenti degli stessi americani, e dunque anche nel caso della Edge (prodotta in nord America, ndr) di correttivi ne dobbiamo apportare parecchi.

Nell’annunciare l’ampliamento dell’offerta di Suv e crossover, avete detto che parallelamente eliminerete i modelli meno redditizi: quali?

Lei cosa consiglia? La B-Max? Grazie, prendo nota…Ovviamente non posso dire oggi quel che taglieremo, ma occorre rendersi conto che è finito il tempo in cui un costruttore come Ford poteva permettersi di coprire ogni segmento di mercato. Ormai, in ogni segmento ci sono sia i costruttori premium sia le marche low cost: bisogna decidere dove competere e contro chi. Per quel che ci riguarda, in alcuni casi siamo altamente competitivi (penso alle sportive, RS e ST, per esempio), in altre meno. E dunque dobbiamo indirizzare gli investimenti verso le aree dove riusciamo a far meglio.

Per innalzare l’immagine del brand, da un lato con Vignale puntate a una connotazione di eleganza molto classica, dall’altro date molto spazio alle sportive, fino alla Ford GT: non sarebbe meglio scegliere un’unica direzione?

In entrambi i casi ci stiamo appropriando di connotati nuovi, normalmente associati ad altri marchi. E strada facendo abbiamo scoperto che Ford è un brand molto flessibile: possiamo tranquillamente avere la GT da un lato e i commerciali dall’altro. Senza la condanna a vivere di un’unica formula.

Da Ginevra, Massimo Nascimbene