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Carlos TavaresLo Stato francese si schiera contro l'aumento di stipendio

 

Come Quattroruote ha scritto nel numero di aprile – da qualche giorno in edicola –, il ceo della PSA, Carlos Tavares, è riuscito in appena due anni a mettere a posto i disastrati conti del gruppo francese. E a beneficiarne è stato anche il suo budget personale: nel 2015, infatti, il manager ha guadagnato 5,24 milioni di euro, una cifra praticamente doppia rispetto ai 2,75 milioni incassati l’anno precedente. La somma comprende, in particolare, 1,3 milioni di euro di stipendio fisso, 1,93 milioni di stipendio variabile e circa 2 milioni di stock option.

Sapin: "dannoso" l'aumento di stipendio. La cosa, però, non è piaciuta al governo di Parigi, che detiene il 14% delle azioni del gruppo automobilistico. Il giornale Les Echos ha infatti rivelato che i due rappresentanti dello Stato francese nel consiglio di amministrazione della Peugeot-Citroën hanno votato contro l’innalzamento della retribuzione di Tavares, proponendo che non superasse quota 3,7 milioni. La notizia è stata confermata dal ministro delle Finanze, Michel Sapin, che alla radio France Inter ha definito l’aumento dei compensi del manager “dannoso”, rammaricandosi del fatto che gli altri azionisti del gruppo non abbiano seguito la linea governativa. “Se avessimo detenuto una quota del 30, del 40 o del 50% della PSA, saremmo senz’altro riusciti a bloccare l’operazione”, ha aggiunto Sapin.

La voce contraria delle organizzazioni sindacali. Anche i sindacati si sono espressi contro il super compenso: “Se si pensa che i lavoratori del gruppo hanno incassato un aumento di 8 euro netti al mese, è un vero scandalo sapere che ogni giorno, domeniche comprese, Tavares si porta a casa 14.500 euro”, ha detto Jean-Pierre Mercier, delegato del sindacato Cgt della PSA, ai microfoni di Europe 1.

Alla viglia del nuovo piano industriale. La polemica giunge a una settimana esatta dalla presentazione del nuovo piano "Push to pass", che l'ad illustrerà il prossimo 5 aprile indicando la direzione del gruppo dopo il completamento del precedente programma, "Back in the race". Dopo essere tornato ai profitti, il gruppo francese dovrebbe annunciare i piani per la crescita in Cina, i dettagli dei nuovi accordi di joint venture in Iran e un possibile ritorno negli Usa tramite l'introduzione di DS in alcune delle principali aree metropolitane del Paese.

Redazione online