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VolkswagenTrenta elettriche nella strategia 2025

 

Sette anni dopo Strategy 2018, il piano industriale di Piëch e Winterkorn, è il momento di Together Strategy 2025: una sottolineatura, quella della partecipazione interna, che è tutto fuorché casuale: Matthias Müller, ceo del Gruppo Volkswagen, lo ha detto in apertura alla conferenza di oggi: "Questo programma non è nato in una torre d'avorio, ma viene direttamente dal cuore dell'azienda".

Insieme è meglio. "Dobbiamo ancora superare le conseguenze del dieselgate", ammette con sincerità Müller, "ma la pressione del cambiamento la sentivamo già prima". La Volkswagen guarda alle gigantesche sfide poste dai megatrends tecnologici ben sapendo di dover migliorare nella velocità decisionale, in un contesto di cambiamento sempre più veloce del business automotive. "Abbiamo grandi aspirazioni e grandi obiettivi per il 2025", sostiene Müller, "e possiamo raggiungerli soltanto insieme, con i dipendenti, gli azionisti e i partner". Together, appunto.

Si riparte da quattro temi chiave. Il programma si basa su quattro pilastri, ognuno essenziale al raggiungimento degli obiettivi: trasformare il core business che è e rimane la produzione delle auto, affiancargli nuovi servizi di mobilità, accelerare sull'innovazione e assicurare il reperimento dei fondi necessari per la realizzazione del programma.

La riorganizzazione interna. "Puntiamo a investire decine di miliardi entro il 2025 per diventare più efficienti: oggi siamo dietro a molti competitor sul fronte dell'organizzazione interna e questo non può andare avanti", afferma Müller chiamando in causa tutta la "value chain" del marchio Volkswagen, alle prese da anni con noti problemi di redditività. Un passo essenziale in questa direzione sarà la creazione della nuova business unit che si occuperà della componentistica, né vanno tralasciate le efficienze per otto miliardi attuale oggetto di trattativa sindacale.

Nessun commento sulle possibili cessioni. L'ad intende inoltre rivedere il brand portfolio con un occhio all'ottimizzazione reciproca dei marchi: "Abbiamo varie opzioni allo studio, ma nessuna decisione è stata presa su eventuali cessioni: le indiscrezioni al momento non hanno alcun senso". Per ora insomma, non c'è nessun annuncio sul possibile disimpegno dalla proprietà Ducati, ma del resto non è arrivata alcuna smentita secca.

"Scouting" sul fronte della nuova mobilità. "Raccoglieremo sempre più stimoli esterni nel campo della digitalizzazione: non abbiamo più l'illusione di poter fare tutto da soli, quindi aspettatevi nuove acquisizioni", prosegue il dirigente, ricordando indirettamente la recente operazione sulla compagnia di ride hailing Gett. "Tutti sanno che siamo un'azienda tendenzialmente tradizionalista, ma i tempi cambiano e stiamo lavorando sulla nostra riorganizzazione".

L'elettrificazione è il tema cardine. Centrale è però prima di tutto il tema dell'elettrificazione: "Vogliamo rendere le Ev un nostro fiore all'occhiello: ne venderemo 2-3 milioni l'anno entro il 2025, quasi un quarto dei nostri volumi globali. E ne faremo almeno 30 modelli diversi entro quella data. "Anche la guida autonoma è ormai una realtà, e anche qui vogliamo lavorare per stare tra i leader. Entreremo in questo mercato all'inizio del nuovo decennio con il modello che ci farà fare il salto di qualità, e come per l'elettrico ci investiremo decine di miliardi: molto presto, ad esempio, assumeremo mille nuovi software specialist, che impiegheremo proprio sull'automazione della guida".

Tecnologia interna per batterie e automazione. Un annuncio importante è arrivato sul fronte della tecnologia per le batterie delle elettriche: sarà un asset interno "core", per la sua importanza chiave per le zero emissioni. "Oggi ci stiamo concentrando su questo fronte, ma questo non significa che non siamo impegnati anche sulle fuel cell: arriveremo anche lì, quando i tempi saranno maturi". A sua volta, anche la tecnologia per l'automazione della guida verrà sviluppata internamente. E possibilmente ceduta anche a terze parti interessate.

La nuova business unit per i servizi di mobilità. "Il nostro obiettivo sul fronte dei nuovi servizi di mobilità", ha proseguito Müller, "è quello di lavorare per ridefinire il modo in cui ci muoviamo: il primo passo è stato l'ingresso in Gett, che ha già 15 milioni di clienti e che sarà il nucleo della nostra espansione in quel campo, un piano che ci vede impegnati in direzione di clienti privati e business. Entro il 2025 il nostro obiettivo è di ottenere fatturati miliardari da questo nuovo ramo dell'azienda, che avrà sede a Berlino".

Il riassetto finanziario. Il tema del riassetto finanziario è evidentemente portante: la Volkswagen punta a migliorare la sua posizione tagliando leggermente le spese per capitale (portandole dal 6,9 al 6% del fatturato entro il 2025) e di portare quelle per ricerca e sviluppo allo stesso livello. L'obiettivo è quello di incrementare i margini dal 6% al 7-8% entro la fine del periodo, afferma Müller. L'appuntamento con i dettagli per i piani di ciascun brand, e per l'eventuale riassetto del brand portfolio, ci sarà entro la fine dell'anno (verosimilmente a novembre). "Stiamo lavorando per costruire una nuova Volkswagen". E per oggi questo è dato sapere.

Fabio Sciarra