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Peugeot"Opel, acquisto chiave per l'internazionalizzazione"

 

L'acquisizione di Opel dà a PSA la scala per concretizzare i suoi nuovi piani di internazionalizzazione. Ne è convinto Jean-Philippe Peugeot, che ha affrontato il tema nell'ambito di un'intervista al Welt am Sonntag, rilasciata insieme al cugino Robert, presidente del comitato strategico del costruttore. "Questa mossa consentirà al Gruppo di affermarsi nel resto del mondo passo dopo passo: un obiettivo che resta importante per PSA", ha dichiarato Jean-Philippe.

Massa critica ed economie di scala. A proposito di massa critica, Robert Peugeot ha aggiunto che un volume di tre milioni di unità l'anno prodotte per un singolo mercato strategico è un livello sufficiente per ottenere significative economie di scala. E, letta in questa chiave, l'acquisizione di Opel, in grado di rafforzare PSA soprattutto in Europa occidentale, mette i francesi proprio in questa favorevole condizione industriale.

Nessun rischio di cannibalizzazione. Peugeot, come peraltro aveva fatto ampiamente Tavares alla vigilia dell'intesa, ha inoltre ribadito che nel rapporto tra i marchi Opel-Vauxhall da un lato e Peugeot-Citroën dall'altro, la complementarità è prevalente rispetto ai rischi di sovrapposizione: "Opel è forte dove PSA non lo è: il rischio di cannibalizzazione tra i brand è basso".

Un progetto che viene da lontano. Il matrimonio d'interesse con il ramo europeo di GM, del resto, è un progetto che nasce da molto lontano. "La famiglia Peugeot", ha spiegato Robert, "ha iniziato a valutare un avvicinamento con Opel prima ancora dell'accordo con General Motors del 2012". I tempi, ha aggiunto tuttavia il dirigente, non erano ancora maturi per il merger.

Parigi chiude l'indagine sui diesel Opel: "Non c'è frode". Nel frattempo, secondo un'agenzia battuta dalla Reuters nella mattinata di lunedì, l'autorità del governo francese garante per la concorrenza e la tutela dei consumatori ha annunciato di aver chiuso la sua indagine sui diesel Opel e di non avere in programma azioni legali nei confronti della Casa. L'indagine, scrive la Dgccrf nella nota con cui motiva la scelta, "non ha portato alla luce evidenze di frode".

Fabio Sciarra