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Emissioni FCADelrio: "Deluso dalla notizia dell'azione Ue. È tutto regolare"

 

La Commissione Europea starebbe per aprire una procedura d'infrazione verso l'Italia per la vicenda delle emissioni dei motori diesel del gruppo FCA. Secondo le anticipazioni del quotidiano tedesco Handelsblatt, Bruxelles avrebbe messo nel mirino il governo italiano per aver volontariamente ignorato la presenza dei dispositivi irregolari di manipolazione delle emissioni presenti su alcuni modelli del gruppo.

Prima reazione del governo. La notizia, non ancora ufficializzata dall'Ue (l'annuncio è atteso per oggi), ha già suscitato una risposta dal parte del governo, che si è detto deluso e ha ribadito che dalle verifiche effettuate non è emersa alcuna manipolazione. "Mi è spiaciuto apprendere che, nonostante le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire una procedura di infrazione", ha scritto ieri sera il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, in una lettera alla Commissaria Ue al mercato interno, Elzbieta Bienkowska, ripresa dalla Reuters.  

Azione da rimandare. Delrio ha evidenziato anche la necessità di rinviare l'avvio della procedura di infrazione, "in attesa che si possano fornire ulteriori chiarimenti, oltre alla copiosa documentazione già fornita, peraltro mai richiesti al governo italiano dopo la chiusura della commissione di mediazione Italia-Germania".

Le accuse di Berlino. Sulla vicenda delle emissioni dei diesel FCA era stata aperta un'indagine in seguito alle accuse mosse nel 2016 da Berlino: secondo il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt, dai test condotti in Germania era emersa la presenza, sui motori 2.0 Multijet montati sulle Fiat 500X e Doblò e sulla Jeep Renegade, di un software in grado di escludere i sistemi di trattamento dei gas di scarico dopo 22 minuti di funzionamento e, dunque, di manipolare le emissioni di NOX. Le accuse erano state seccamente smentite sia da FCA, sia da Delrio, che in seguito al caso dei 2.0 TDI Volkswagen ha commissionato un'indagine sulle emissioni dei motori diesel. Secondo entrambe le parti, non c'è alcuna irregolarità nei software, che prevedono solamente un sistema di protezione per il motore, comunque in linea con le normative.

Mediazione conclusa. La Germania aveva anche invocato la mediazione dell'Ue nella querelle, che si è conclusa nel marzo scorso: allora l'Ue aveva deciso di archiviare la vertenza, anche in seguito al richiamo volontario disposto da FCA sui modelli interessati per migliorare le emissioni dei propulsori in condizioni di guida reali.

Un nuovo monito. Nonostante il caso sia stato dichiarato chiuso, Bruxelles ha comunque rivolto un monito ai governi che non applicano correttamente le norme comunitarie su omologazioni ed emissioni. Già nei mesi scorsi, la Commissione ha aperto una procedura d'infrazione contro alcuni Paesi (Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Spagna, Grecia, Lituania e Repubblica Ceca), accusati di non agire in modo efficace per far rispettare le normative ai costruttori. La stessa procedura che, ora, potrebbe essere rivolta all'Italia. L.C.