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Samuelsson (Volvo)"In futuro non saranno più sviluppati nuovi motori diesel"

 

È tempo di scegliere uno schieramento sul fronte diesel. C'è chi lo difende a spada tratta, come il gruppo Volkswagen, e chi lo dipinge come il peggiore dei mali delle nostre città, come alcuni politici londinesi e parigini. Ora anche la Volvo, che ai diesel deve molto in termini di vendite in Europa, inizia a porsi dei dubbi.

Costi di adeguamento troppo alti. A parlare è il ceo della Casa svedese, Hakan Samuelsson, in un'intervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, riportata dalla Reuters. I più recenti diesel proposti sul mercato, nelle varianti quattro cilindri progettate interamente in casa, potrebbero essere gli ultimi: a fermare l'evoluzione sarebbero i costi troppo alti per l'ulteriore abbattimento delle emissioni richieste in futuro, anche considerando gli investimenti sempre più rivolti all'elettrificazione della gamma, inclusa la prima elettrica pura prevista nel 2019.

Fino al 2020 il gasolio sosterrà le vendite. Samuelsson non ha espresso un veto definitivo, ma ha fornito un parere sulla base delle attuali prospettive, confermando che nel breve termine saranno proprio i diesel, in alcuni casi più puliti dei benzina, a permettere di raggiungere i target di vendita. Fino al 2020 la gamma attuale permetterà di rientrare nei parametri imposti dall'Unione europea (130 g/km), ma con la fine del ciclo di vita di questo progetto, attorno al 2023, difficilmente i tecnici torneranno a sviluppare questa tipologia di propulsori. Già nel 2021 il valore medio delle emissioni scenderà a 95 g/km e i necessari aggiustamenti tecnici potrebbero far lievitare il prezzo dei modelli a gasolio fino al livello delle plug-in hybrid. L.Cor.