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NaftaWashington, primo passo per ritrattare l'accordo

 

L'amministrazione Trump porta avanti la sua iniziativa sulla riforma degli accordi di libero scambio compiendo il primo passo ufficiale per aprire i negoziati sulle modifiche al Nafta. L'intesa, siglata nel 1994 da Usa, Canada e Messico, è stata sin dalla campagna elettorale nel mirino del programma politico del presidente, che è arrivato a definirla "disastrosa".

L'informativa al Congresso. Il rappresentante del commercio degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, ha informato ieri il Congresso sulle intenzioni dell'esecutivo (di cui il rappresentante è diretta emanazione, nell'ordinamento americano), mettendo in essere il primo atto di un iter parlamentare che potrebbe rivelarsi particolarmente rapido.

Washington vuole tempi brevi. Lighthizer avrà 90 giorni per portare avanti le trattative con l'organo legislativo attraverso le quali verrà concordata la posizione di Washington nei negoziati coi partner: il primo vertice, se i tempi verranno rispettati, potrebbe dunque avere luogo già a partire dalla metà di agosto. E l'amministrazione Trump, che vuole chiudere questa fase entro fine anno per sottoporre la bozza di riforma all'approvazione del Congresso, ha tutta l'intenzione di stringere i tempi.

Un accordo non più attuale. "Invertiremo la traiettoria pericolosa che ha preso il commercio estero", ha dichiarato Lighthizer. "Mentre la nostra economia", ha proseguito, "è cambiata considerevolmente, l'accordo non lo ha fatto". Una distonia che, nella lettura dell'amministrazione in carica, ha prodotto gravi conseguenze in termini occupazionali e di bilancia commerciale.

Riprendere chi ha delocalizzato. Ora, come lasciato intendere da Lighthizer, l'obiettivo di Washington è quello di riportare al di qua del confine col Messico le aziende americane che hanno delocalizzato, appesantendo il deficit commerciale con il Paese vicino, che l'anno scorso ha raggiunto i 62 miliardi di dollari. Anche per via di decisioni strategiche che hanno visto il comparto auto in prima fila.

L'auto a favore della riforma. Non è casuale, in effetti, che tra i primi a commentare l'iniziativa di Washington sia stata l'Association of Global Automakers, che ha diffuso una nota ufficiale esprimendosi a favore della revisione: "Il Nafta è stato un successo per l'industria automobilistica e la nazione. Ma se ha favorito l'integrazione economica della regione e incrementato la nostra competitività, riconosciamo anche la necessità di modernizzarlo per rispondere alle nuove sfide tecnologiche e alle mutate richieste dei mercati".

Fabio Sciarra