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Takata-gateClass action per gli airbag, quattro Case risarciscono i clienti Usa

 

La BMW, la Mazda, la Subaru e la Toyota hanno accettato di risarcire i clienti americani che hanno sottoscritto la class action contro gli airbag della Takata, montati sulle vetture dei quattro costruttori e di altre 15 Case: l’accordo, già inoltrato a un giudice della Florida per l’approvazione finale, prevede un esborso complessivo di 553 milioni di dollari (496,6 milioni di euro).

I rimborsi. La class action punta a un risarcimento economico per quasi 16 milioni di veicoli già richiamati, tutti equipaggiati con cuscini potenzialmente difettosi: nel dettaglio, la Toyota pagherà 278,5 milioni di dollari, la BMW 131, la Mazda 76 e la Subaru 68. Il documento concordato dai costruttori non contiene un’ammissione di responsabilità per l’installazione degli airbag, ma prevede un articolato programma di rimborso e assistenza per la clientela, comprensivo di un’estensione della garanzia.

Il bilancio. Negli Stati Uniti, altre cause collettive riguardano la Honda (il principale cliente della Takata), la Ford e la Nissan. A livello globale, lo scandalo vede coinvolti 100 milioni di airbag: i dispositivi, potenzialmente letali per via delle rotture involontarie che si possono verificare nelle zone più umide, hanno causato la morte di 16 persone e il ferimento di altri 180 automobilisti. Negli Usa, dove sono già stati richiamati più di 46 milioni di veicoli, l’azienda giapponese ha pagato una multa da un miliardo di dollari, ammettendo le proprie responsabilità nella causa per truffa avviata dal Dipartimento di Giustizia.

Redazione online