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Bosch ItaliaFatturato a quota 2,4 miliardi (+6%) e prospettive di crescita per il 2017

 

La filiale italiana della Bosch mette in archivio un bilancio 2016 più che positivo, con un fatturato di 2,4 miliardi di euro e una crescita del 6% rispetto all’esercizio precedente. Il colosso tedesco, leader nello sviluppo di tecnologie e servizi, conferma così, ancora una volta, la posizione di primo piano del nostro mercato nel business della multinazionale, che nel Belpaese conta 20 società e 5.800 dipendenti. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti”, ha esordito Gerhard Dambach, ad del Gruppo in Italia, alla presentazione che si è tenuta oggi nel quartier generale milanese. “E le premesse di inizio 2017 fanno ben sperare”.

Il business (dorato) della mobilità. A spiccare in positivo, l’andamento delle Mobility Solutions, che raggruppa il giro d’affari legato alle componenti e tecnologie fornite alle case automobilistiche (e motociclistiche), ai ricambi e alle attrezzature per officine, ai servizi inerenti la mobilità e che rappresenta oltre il 50% del fatturato italiano. Complice l’aumento della produzione di veicoli superiore alle previsioni (attestata nel 2016 a livello globale a +4,5% con 95,7 milioni di veicoli), il comparto automotive di Bosch ha registrato un fatturato globale di 43,9 miliardi di euro, con un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente.

Futuro elettrico, connesso e autonomo. Con l’obiettivo di proseguire nel trend positivo e di raggiungere una crescita del fatturato compresa tra il 3 e il 5% nel corso del 2017, la Bosch intende puntare non solo su prodotti innovativi, ma anche su servizi ad alto tasso di innovazione, in particolare legati al settore della mobilità. Che Dambach considera “un mondo in fase di cambiamento epocale sul quale conviene investire proprio ora”. In questo senso, sono quattro i pilastri su cui l’azienda mira a giocarsi la partita della mobilità: elettrica, connessa, automatizzata e multimodale.

Batterie, app e sensori. Gli ingegneri sono al lavoro e i progetti già in cantiere. Riguardano dispositivi e funzionalità, che vanno dalle batterie a zero emissioni ad applicazioni capaci di pianificare spostamenti urbani e viaggi, da sensori per geolocalizzare i veicoli in caso di furto ad altri utili a prevedere pericoli alla guida fino alla guida autonoma. “Il 50% dell’opera è fatto", ha dichiarato Dambach, "il resto sarà pronto e operativo entro il 2020”.