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Sergio Marchionne"Nessun impatto sui piani dal caso diesel Usa"

 

"Per quanto ne so io, no". È con questa breve dichiarazione che Sergio Marchionne ha risposto alla domanda su un eventuale impatto del caso diesel negli Usa sui piani industriali FCA. L'ad, insomma, non prevede conseguenze significative dalla vicenda dei 104 mila veicoli Jeep e Ram per i quali il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto una causa civile nei confronti del gruppo. Sospettato di aver adottato dei defeat device sui 3.0 V6 di origine VM adottati su modelli Jeep e Ram.

Confermati i target. Marchionne, intervenuto a Venezia a margine del workshop annuale del Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti (di cui è presidente), ha peraltro colto l'occasione per confermare ulteriormente le previsioni per l'esercizio in corso (ricavi netti tra 115 e 120 miliardi, Ebit rettificato oltre i 7 miliardi, utile netto rettificato oltre i 3, indebitamento netto industriale sotto i 2,5), parlando di un secondo trimestre "in linea con le attese".

Aggiornamento software: "Soluzione vicina". L'approvazione delle modifiche proposte da FCA per il 3.0 V6, in ogni caso, resta il dossier più scottante sulla scrivania di Marchionne. Che oggi si è detto fiducioso su una rapida soluzione del problema: "Non so se ci vorranno mesi, mi sembra molto più vicina: una scadenza non c'è, siamo stati chiari con la proposta che abbiamo fatto, ne stiamo discutendo".

"I tempi dipendono dal DoJ". "Con la nostra proposta", ha aggiunto l'ad, "saremmo pronti immediatamente, ma l'avvocato del governo" - che soltanto ieri aveva parlato di un tempo quantificabile in "settimane o mesi" per il via libera - "non era ancora sicuro. Ora dipende da loro". Tranquillità anche sulla richiesta di ulteriore documentazione da parte dello stato di New York, riportata ieri dalla Cnbc: un fatto "fisiologico per il sistema delle litigation americane".

Entro 12 mesi un nuovo modello a Pomigliano. Il manager si è anche soffermato sui prossimi passi del gruppo in fatto di modelli, annunciando che una novità per Pomigliano arriverà "nell'arco dei prossimi dodici mesi". Fino alla presentazione del nuovo piano di prodotto, Marchionne non ha in programma di incontrare i sindacati, che oggi hanno ufficializzato il prolungamento dei contratti di solidarietà nella fabbrica per i prossimi 12 mesi.

L'addio nella primavera 2019. Ultime considerazioni quelle relative all'uscita di scena: Marchionne ha confermato l'intenzione di lasciare il timone di FCA "dopo la presentazione dei risultati 2018", che è in programma per la primavera dell'anno successivo. In occasione dell'approvazione dei conti dovrebbe essere annunciato anche - secondo i piani - l'azzeramento dell'indebitamento netto industriale: un passaggio dopo il quale, prevede Marchionne, dovrebbe arrivare l'upgrade sul titolo da parte delle agenzie di rating.