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Tesla Model 3Bond per la produzione, Musk raccoglie 1,8 miliardi di dollari

 

Trecento milioni in più del previsto, per un totale di 1,8 miliardi di dollari. Si chiude così l’offerta di debito studiata da Elon Musk per consentire alla Tesla di incrementare la produzione della Model 3: una corsa al titolo, nonostante lo status di “junk bond” (alto rischio, alto rendimento) evidenziato dalle agenzie di rating Moody’s e Standard & Poor’s.

Qui Wall Street. Secondo le informazioni comunicate dalla Casa alla Sec (Securities and Exchange Commission, la Consob americana che vigila sulla borsa), le obbligazioni non garantite hanno una scadenza a otto anni e un rendimento del 5,3%, leggermente superiore a quanto inizialmente ipotizzato (5,25%). In seguito alla chiusura dell’operazione bond, originariamente per 1,5 miliardi, le azioni del costruttore hanno guadagnato lo 0,7%, chiudendo a quota 357,72 dollari.

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La sfida della produzione. Per Musk, ora si apre la fase più complessa: con la liquidità appena ottenuta, il ceo dovrà portare la produzione della nuova berlina ad almeno 20 mila unità al mese entro dicembre, puntando a chiudere il 2018 a quota 480-500 mila elettriche (comprese le Model S e X): di fatto, la Casa intende quintuplicare i volumi del 2016. Secondo Musk, la Model 3 dovrebbe iniziare a generare margini positivi entro la fine dell’anno, ma i conti sono ancora in rosso: nel bilancio del secondo trimestre, la Tesla ha dichiarato perdite nette per 336 milioni di dollari e un flusso di cassa negativo per 1,16 miliardi, a fronte di 3 miliardi di liquidità. D.C.