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Gruppo VolkswagenMüller smentisce la fusione con FCA ma apre a cessioni

 

Le voci su una fusione con FCA sono solo speculazioni di mercato. A ribadirlo, in un’intervista al Wall Street Journal, è il numero uno del gruppo Volkswagen, Matthias Müller, che rilancia anche la cessione di attività non più strategiche come la Ducatinonostante le indiscrezioni su uno stop all’operazione per veti sindacali.

Nessuna fusione con FCA. Müller ha innanzitutto allontanato le ipotesi di una fusione con FCA. "Siamo una grande impresa e non abbiamo alcun interesse a diventare ancora più grande. C'è molta speculazione su FCA, che abbiamo notato, ma è solo speculazione e niente di più", ha spiegato il numero uno del gruppo tedesco, indicando anche come improbabile una partecipazione al processo di consolidamento auspicato dalla sua controparte nel gruppo italo-statunitense, Sergio Marchionne. Nessun commento è invece arrivato sulle recenti indiscrezioni in merito a un’eventuale collaborazione, sempre con Fiat Chrysler, nel campo dei veicoli commerciali. "Se diciamo che stiamo parlando con Fiat, allora stiamo parlando anche con cinque o sei altre aziende per vedere come possiamo ottimizzare il nostro business”, ha affermato Müller. “La differenza con il passato è che Volkswagen ora è disposta a partecipare a colloqui esplorativi del genere“.  

Ducati ancora in vendita. Il top-manager tedesco ha anche riaperto il discorso della potenziale vendita di Ducati. L’operazione ha attratto l’interesse di numerose realtà sia del settore motociclistico come Harley-Davidson che di quello finanziario, dalla Investindustrial di Andrea Bonomi ai private equity Bain Capital e Pai Partners per arrivare alla famiglia Benetton. Tra gli interessati a rilevare la Ducati si è manifestata anche l’indiana Eicher Motors, che produce le classiche motociclette con il marchio Royal Enfield. L’offerta, secondo quanto riporta Economic Times Daily, sarebbe compresa tra 1,8 e 2 miliardi di dollari. Tuttavia, negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni su uno stop alla cessione per la contrarietà dei sindacati all’interno del consiglio di sorveglianza del gruppo di Wolfsburg. "L'elenco delle dismissioni di asset non è stato cancellato, ma non permetteremo a nessuno di dirci quale decisione prendere”, ha chiarito Müller, escludendo che i rappresentanti dei lavoratori abbiano intenzione di bloccare le trattative sulla Casa di Borgo Parnigale. Tuttavia, poiché la struttura azionaria del gruppo Volkswagen include il potente sindacato dell’IG Metall e il Land della Bassa Sassonia, i colloqui rientrano in un più ampio dibattito sulle strategie che richiede tempi lunghi

Sul tavolo anche altre cessioni. Sul tavolo di Wolfsburg ci sono però anche altre operazioni relative ad attività  strategiche e non solo. Se da una parte una squadra di manager sta lavorando a cessioni di asset non core pari al 20% del fatturato annuo del gruppo, dall’altra sono possibili anche scorpori di marchi importanti. Dopo il successo dello spin-off della Ferrari da parte di FCA, il mercato preme per un’analoga operazione riguardante Porsche, Audi o Volkswagen Truck, ma Müller non si è voluto sbilanciare. “Ovviamente ne discutiamo", ha ammesso. "Sentiamo la speculazione nel dibattito pubblico, ma non permettiamo che ci distragga“.