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EmissioniI costruttori chiedono di rimandare i tagli al 2030

 

Spostare al 2030 il limite temporale per prossimo taglio delle emissioni di CO2 previsto dall'Ue. L’Acea, l’associazione europea dei produttori automobilistici, chiede alle autorità europee un rinvio di nove anni per l’entrata in vigore delle future normative sulle emissioni di anidride carbonica. Per il presidente Dieter Zetsche, che ha parlato a margine del Salone di Francoforte, l’intero settore dell’auto necessita di un "periodo di tempo chiaro e prevedibile" per raggiungere gli obiettivi sulle emissioni proposti dalla Ue a partire dal 2021, quando dovrebbe entrare in vigore un nuovo limite di 95 grammi di CO2 per chilometro.

Rinvio in cambio di nuovi tagli. Entro la fine dell'anno, le autorità europee dovrebbero presentare una proposta per norme ancora più stringenti sulle emissioni di CO2 da attuare dal 2021 in poi. Il nuovo quadro legislativo si andrebbe a inserire nell'ambito delle politiche per raggiungere l'obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. Zetsche ha proposto un obiettivo ancora più ambizioso pur di ottenere il rinvio dei nuovi vincoli: un ulteriore taglio del 20% delle emissioni di CO2, che porterebbe la media a 76 grammi per chilometro. 

Tutto dipende dall'elettrico. Per il numero uno del gruppo Daimler, la piena implementazione dei nuovi obiettivi in fase di elaborazione da parte della Ue dovrebbe inoltre essere subordinata alla diffusione delle auto elettrificate. Che, al momento, è ancora marginale. Non solo. Zetsche ha proposto una sorta di analisi intermedia dei traguardi raggiunti per il 2025 per stabilire se abbassare o meno l’obiettivo di riduzione del 20% delle emisisoni in funzione non solo della diffusione delle auto elettriche, ma anche della disponibilità di infrastrutture per la ricarica delle batterie. "Questo principio di condizionalità lega gli obiettivi climatici a lungo termine dell'Europa alla realtà del mercato", ha aggiunto.

La Commissione valuta proposte. Da Bruxelles, per ora, non sono arrivate risposte precise alla richiesta dei costruttori. Attraverso un portavoce, la Commissione Europea ha fatto sapere che sta valutando le migliori opzioni per definire "obiettivi ambiziosi e realistici”.