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Gruppo FCAConsegne stabili, ricavi in crescita (+18%) nel 2015

 

Fiat Chrysler Automobiles chiude l'esercizio 2105 con un significativo miglioramento dei risultati finanziari. Sostanzialmente in linea con le attese degli analisti e, come si legge in una nota, "ben al di sopra dei target per l'anno". Il cda, riunito oggi  a Londra, ha approvato il progetto di bilancio che mostra ricavi in crescita del 18%, a 113,2 miliardi, un ebit adjusted che sale del 40% a 5,26 miliardi e un utile netto adjusted di 2 miliardi di euro, che corrisponde a un incremento del 91%. L'utile netto si è attestato a 377 milioni di euro, includendo gli oneri registrati nel terzo trimestre a seguito della variazione di stima effettuata per riflettere l’attuale contesto normativo e le campagne di richiamo, oltre agli oneri registrati nel quarto trimestre in relazione al pianificato riallineamento ai trend di mercato della capacità produttiva in Nafta". Dopo la scissione di Ferrari (il 3 gennaio scorso), l'indebitamento netto industriale è sceso a 5 miliardi di euro, e a operazione completata la liquidità netta disponibile è diminuita da 25,2 a 24,6 miliardi (a fine 2014 era di 26,2 miliardi).

Il "fenomeno"Jeep. Nel 2015 i veicoli FCA consegnati a livello globale sono stati 4,6 milioni di unità, in linea con il 2014. Secondo quanto emerge dai risultati d'esercizio, il marchio Jeep ha registrato consegne a livello globale al livello record di 1,3 milioni di unità, in rialzo del 21%. Fiat Chrysler Automobiles ha anche rivisto al rialzo le linee guida per il 2016 rispetto alle indicazioni fornite in occasione della presentazione del piano industriale nel maggio del 2014.

Le linee guida per il 2016. Il gruppo, spiega una nota, ha deciso di fornire nuove guidance anche per tener in conto il mancato contributo di Ferrari dopo il completamento della scissione il 3 gennaio scorso. In particolare, FCA prevede per l'intero anno ricavi netti superiori a 110 miliardi (111 miliardi nel 2015 esclusa Ferrari), un ebit adjusted sopra i 5 miliardi (4,8 miliardi), un utile netto adjusted di oltre 1,9 miliardi (1,7 miliardi) e un indebitamento netto industriale inferiore a 5 miliardi (5 miliardi). Il business plan, elaborato con il contributo della casa di Maranello, prevedeva invece ricavi a circa 104 miliardi di euro, un ebit adjusted a 5,1/5,9 miliardi, un utile netto a 1,9/2,5 miliardi e un debito industriale tra 9,8 e 10,3 miliardi. Per il 2016 Fca prevede che le regioni Nafta ed Emea proseguano nel trend di miglioramento riscontrato l'anno scorso, che l'area Latam torni in "leggero utile con lo stabilimento di Pernambuco a regime produttivo nel secondo semestre del 2016" e per l'area Apac un miglioramento della redditività nel secondo semestre con il completamento della localizzazione produttiva di Jeep in Cina. Inoltre "la performance di Maserati è attesa migliorare nel secondo semestre 2016 a seguito del lancio del Levante", spiega ancora il gruppo, indicando investimenti per l'intero anno in linea con i 9,2 miliardi dell'anno scorso.

La regione nordamericana. Per quanto riguarda invece le consegne nelle singole aree, la regione Nafta ha visto un incremento del 9% a 2,73 milioni di unità: in aumento la quota di mercato negli Usa (12,6%), così come i ricavi netti, che hanno raggiunto i 70 miliardi di euro (+33%) grazie alle performance dei marchi Jeep e Ram e al favorevole impatto dei cambi. Estremamente positivi anche gli sviluppi per l'ebit adjusted, passato da 2,18 a 4,45 miliardi.

America Latina, calo in doppia cifra per i volumi. A pesare in maniera decisiva sulle consegne globali è stato però l'andamento della regione sudamericana: nell'area Latam il Gruppo ha chiuso l'anno con 553.000 consegne, al -33% rispetto ai volumi del 2014. A determinare il forte calo, il trend negativo sui mercati brasiliano (dove pure Fiat rafforza la leadership) e argentino. Il calo dei volumi si è tradotto in una sensibile flessione dei ricavi netti (-25%, a 6,4 miliardi) e in un dato in rosso alla casella dell'ebit rettificato (-87 milioni, contro i 289 di incasso del 2014).

Apac, un altro dato fortemente negativo. Nel quadrante Asia-Pacifico è stato registrato un calo analogo dei volumi (-32%, 149.000 unità). Perdono terreno anche le joint venture locali: considerato anche il loro apporto, il dato globale della region (215.000 unità vendute in tutto) risulta in flessione di 42.000 vetture. Scendono, di conseguenza, anche i numeri relativi ai ricavi (4,9 miliardi, -22%) e all'ebit rettificato (52 milioni contro i 541 del 2014).

Sull'Europa c'è il sereno. Nel vecchio continente, al contrario, le consegne sono aumentate del 12% (899.000 auto), con i commerciali leggeri che hanno segnato un incremento analogo (+10%, 243.000 unità). Cresciuta di conseguenza la quota di mercato, tanto in Europa (6,1%) quanto in Italia (28,3%). Positivo anche l'andamento dei ricavi (20,4 miliardi, +13%), trainati da 500X e Renegade e dell'ebit, tornato definitivamente positivo per 213 milioni (contro il rosso di 41 milioni segnato nel 2014).

Maserati, urge la Levante. Ultime note, stavolta di segno negativo, sono quelle che riguardano il marchio Maserati. Il Tridente ha chiuso il 2015 con consegne in flessione (-10,9% a 32.474 unità, contro le 36.448 dell'anno precedente). Giù, di conseguenza, anche i ricavi netti (2,4 miliardi, -13%) per l'indebolimento della Quattroporte in Usa e Cina, e l'ebit rettificato, che si è più che dimezzato (-61,8%, da 275 a 105 milioni di euro) anche per via del mix di prodotto sfavorevole e per i costi industriali legati all'arrivo della Levante. Cui spetterà il ruolo di ridare slancio alla crescita del brand.

Redazione online