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MiniMarzo positivo: +8,7% il risultato globale

 

Doppia performance positiva per il marchio Mini, cresciuto a livello globale sia in marzo sia ‒ più in generale ‒ nell’intero primo trimestre. Le auto vendute nel mondo dalla Casa britannica sono infatti state 42.400 (+8,7%) lo scorso mese e 83.100 (+6,1%) nel complesso del trimestre.

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Wagon sugli scudi. Risultati dovuti soprattutto all’esordio delle nuove Countryman e Clubman. Quest’ultima, in particolare, ha messo in archivio un aumento complessivo del 21% nel periodo gennaio-marzo, mentre nella sola Gran Bretagna la Mini a tre e cinque porte è stata l’ottava macchina più venduta a marzo e la nona nel ranking del primo trimestre.

Quote in calo in Europa. C’è anche, però, un dato negativo, che accomuna la Mini alla capogruppo BMW: in Europa, l’area geografica più importante per il marchio, il costruttore inglese ha perso quote. Le sue immatricolazioni nei cinque principali Paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna) sono infatti aumentate “solo” del 6,6%, contro il +10,6% del mercato. Risultato: la quota della Mini è calata dall’1,65% del marzo 2016 all’1,59% del mese scorso.

Flessione francese. In Francia, dove sono scese anche le immatricolazioni (-5,0%), la quota si è ridotta dello 0,13%, scendendo all’1,04%. E il marchio inglese ha perso terreno rispetto alla media degli altri costruttori anche in Italia (2.700 unità immatricolate, pari al +7,2% di fronte al +18,2% del mercato) e in Gran Bretagna (12.900 immatricolazioni, ossia +3,3% contro il +8,4% del mercato). Soltanto in Germania e in Spagna, dove gli esemplari usciti dalle concessionarie sono stati, rispettivamente, 4.500 e 1.400, la Mini è riuscita a segnare aumenti più alti della media complessiva.

Tutto ok negli States. Negli Usa, infine, il brand ha trovato in marzo 5.000 acquirenti, il 4,7% in più rispetto allo stesso mese del 2016, per una quota di mercato del 0,32%.

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