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Auto a GplTutti i modelli e le cose da sapere - FOTO GALLERY

 

Nei primi cinque mesi del 2017, nel nostro Paese sono state 59.503 le immatricolazioni di auto a Gpl (dati Unrae), con un incremento del 23,3% rispetto allo stesso periodo del 2016, quando ne erano state immatricolate 48.265. Un segnale positivo, a dispetto della flessione del 15% registrata lo scorso anno. Che il gas di petrolio liquefatto piaccia molto agli italiani, del resto, non è un mistero. Lo sanno bene anche le Case: da tempo propongono sul mercato italiano versioni bifuel benzina-Gpl, che raccogliamo nella nostra galleria fotografica. Più care di quielle alimentate dalla sola benzina, ma meno di quelle a gasolio. E più economiche delle meno diffuse bifuel a metano, le cui immatricolazioni quest'anno stanno subendo un brusco calo: 13.902 da gennaio a maggio, a fronte delle 23.036 unità dello stesso periodo del 2016 (-39,7%).

Convengono? Secondo i dati del ministero dei Trasporti, il prezzo medio per 1.000 litri di Gpl a maggio è stato di 618 euro, contro i 563,88 del 2016 (il picco è stato raggiunto nel 2012, quando la rilevazione media è arrivata a 823,14 euro). A fronte di prezzi così bassi, tuttavia, vanno considerati consumi maggiori di oltre il 20% rispetto alle auto a benzina, che possono salire anche del 40-50% rispetto a una versione a gasolio di potenza equivalente. E i serbatoi, da sostituire obbligatoriamente ogni 10 anni, non consentono autonomie eccelse. Senza dimenticare la manutenzione programmata: complice la sostituzione di alcuni filtri, la verifica dello stato delle valvole e controlli vari, il costo dei singoli tagliandi imposti dalle Case è più alto rispetto alle vetture a benzina e diesel.

Non sono a rischio. Quanto alla sicurezza, il nostro Alessio Viola ha già dimostrato in un video che i serbatoi non destano particolari preoccupazioni in caso di incendio. Del resto, dal 2001 gli impianti a gas (Gpl e metano) installati sulle automobili devono essere dotati di tre valvole di sicurezza sul serbatoio che ne impedisconol'esplosione. La prima si chiude quando il motore viene spento. La seconda consente l’uscita controllata di gas in caso di sovrapressione e la terza fonde ad alta temperatura, in modo che il Gpl o il metano evacui nel caso l'incendio interessi il serbatoio. E proprio di ciò ha tenuto conto il DM del 22 novembre 2002, che consente il parcheggio dei veicoli con impianti conformi al Regolamento ECE/ONU n. 67/01 “nei piani fuori terra e al primo piano interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati”. Anche se occorre tenere persente che alcuni regolamenti condominiali continuano a vietare la sosta di veicoli a gas in box o parcheggi al coperto.