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SmogBlocco auto, il flop si allarga: il governo pensa ai 30 km/h in città

 

Un altro buco nell'acqua. Anzi, la situazione è peggiorata ulteriormente. La seconda fase del blocco milanese si è portata dietro un record negativo di Pm10: dopo un lunedì senza alcun risultato, ieri i valori delle polveri sono schizzati verso l'alto, riportando la lancetta dell'orologio ambientale alla settimana che ha preceduto il Natale, caratterizzata da un traffico intensissimo. Ci sarebbe da riflettere, inserire la retro. E invece, oggi il capoluogo lombardo replica con il terzo stop, sempre dalle 10 alle 16 (qui le modalità). Non solo: il governo, riunito stamane con gli enti locali, potrebbe proporre soluzioni choc, fino alla riduzione della velocità cittadina a 30 km/h.

Numeri impietosi. Ancora una volta, le stazioni dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente non temono smentite o interpretazioni parziali. E restituiscono numeri che certificano il flop. Al Verziere, dietro al Duomo, la centralina ha rilevato 75 microgrammi per metro cubo di Pm10, il dato peggiore degli ultimi otto giorni: superiore a quello del 22 dicembre (70 microgrammi) e non lontano da quello del 21 (85). Situazione ancora più grigia in Pascal-Città Studi, con 81 microgrammi: per trovare un dato simile bisogna tornare di nuovo al 22 dicembre, quando ne sono stati registrati 87. In via Senato, la disfatta è completa: 83 microgrammi di Pm10, due in meno rispetto agli 85 del 20 dicembre (una domenica di shopping natalizio in cui le auto non sono state neppure tante) e due in più rispetto a lunedì 21, giorno feriale trafficatissimo. Considerando che ora molti milanesi sono in ferie, le conclusioni si tirano in fretta, tanto più se si osservano i dati sulle multe: il bilancio finale del Comune è di 4850 controlli e 850 contravvenzioni, di cui 240 elevate oggi per importi variabili da 164 a 663 euro.

Le proposte lombarde. Stamane, a Roma, è previsto l'incontro tra il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e gli enti locali: l'Anci Lombardia metterà sul tavolo il proprio decalogo di interventi strutturali, tra cui spicca la rottamazione dei vecchi diesel (Euro 0, 1, 2, 3 e più avanti anche 4) e delle caldaie, a fronte di incentivi. Il governatore Roberto Maroni chiederà un'azione "comune" delle Regioni del bacino padano e più soldi per i mezzi pubblici, dando la disponibilità a fermare i veicoli più inquinanti a fronte di contributi all'acquisto. Esclusi i divieti "generali", ma le soluzioni del governo - contrario agli interventi fai da te - potrebbero essere ancora più radicali.

La cura-choc. Secondo le anticipazioni del "Corriere", Galletti proporrà la riduzione generalizzata della velocità (in città da 50 a 30 km/h e in autostrada dai 130 ai 110 orari), lasciando agli enti locali la libertà di applicazione. Il pacchetto prevede un generale scoraggiamento dell'auto privata (con la promozione del car sharing e dei mezzi, tramite 5 milioni di euro da investire in biglietti speciali) e l'abbassamento dei riscaldamenti negli ambienti pubblici. La toppa rischia di essere peggiore del buco, soprattutto se si considerano i numeri della Lombardia, dove il trasporto su gomma genera il 24,5% del Pm10 e il 21,3 del Pm2.5, lasciando alle caldaie e ai riscaldamenti un ruolo di primissimo piano: 44,9% nel primo caso, 51 nel secondo. Industrie escluse.

Davide Comunello