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SmogArriva il vento, Pm10 fuorilegge nonostante il blocco

 

Il Pm10 di Milano resta sopra i limiti anche nell'ultimo giorno del blocco della circolazione. Rispetto alla batosta di martedì, qualcosa è cambiato: ma ci sono da ringraziare il cedimento dell'alta pressione e soprattutto il vento che ieri ha graziato la Lombardia, spirando da est e migliorando la situazione anche nei Comuni che non hanno applicato divieti su vasta scala.

Milano ancora fuorilegge. Dopo un lunedì con polveri in aumento e un martedì da dimenticare, con valori di Pm10 ai livelli della trafficatissima settimana che ha preceduto il Natale, ieri le centraline milanesi hanno registrato quantitativi più contenuti rispetto agli ultimi giorni: 45 microgrammi per metro cubo al Verziere (l'unico dispositivo a mantenersi sotto i 50), 51 in Senato (il miglior valore delle ultime settimane) e 59 in Pascal Città Studi (peggio del 26 e 27 dicembre, ma non delle medie di dieci giorni fa). Con due centraline su tre oltre la soglia, il limite si ritiene comunque superato. Situazione simile nell'agglomerato di Milano (in pratica la città metropolitana, nella quale una dozzina di Comuni hanno seguito il capoluogo nel blocco), dove la media rilevata dall'Arpa è di 54 microgrammi per metro cubo, ancora una volta sopra i limiti. Eppure altrove, senza stop alla circolazione, è andata meglio.

I cali senza i blocchi. A Brescia, città che non applica divieti alla circolazione se non quello regionale (per benzina Euro 0 e diesel Euro 0, 1 e 2) e delle auto a gasolio Euro 3 senza Fap, ieri i valori di Pm10 sono rimasti decisamente sotto la soglia: le due centraline hanno registrato rispettivamente 43 e 36 microgrammi, contro i 69 di martedì. Stesso discorso a Monza, passata dai 93 microgrammi di martedì ai 45 di ieri. Riduzioni anche a Vimercate (dai 98 microgrammi di martedì ai 53 di ieri) e a Meda, da 79 a 62, tutte città che non hanno fermato il traffico.

Merito del vento. Secondo la stessa Arpa, nella giornata di ieri il vento ha "contribuito a un parziale rimescolamento dell'atmosfera", non solo a est ma anche in città, "diminuendo le concentrazioni di Pm10". Il quadro, quindi, è piuttosto chiaro, al di là degli inevitabili proclami. In ogni caso, la parola tornerà presto al meteo: l'alta pressione sta mollando la presa e da sabato è previsto un generale peggioramento, con piogge e rinforzo di vento che dovrebbe favorire un ricambio della massa d'aria e "spazzare" via le polveri.

Dati su cui riflettere. Il blocco milanese (che si è portato dietro 4850 controlli e 850 contravvenzioni) non è riuscito a spezzare i 35 giorni consecutivi sopra i limiti e nemmeno il corso del bilancio annuale, piuttosto nero. Anzi, proprio ieri, nel pieno dello stop, il capoluogo ha registrato il 101° sforamento del 2015, quasi il triplo di quanto ammesso dalla normativa. Alla stessa data, l'anno scorso (particolarmente piovoso), i superamenti erano stati solo 68. Ed è interessante osservare lo storico dell'Arpa: con Area C, ci sono stati 81 sforamenti nel 2013 e 104 nel 2012; con Ecopass, 130 nel 2011, 82 nel 2010, 103 nel 2009 e 109 nel 2008. In pratica, il vecchio dispositivo morattiano ha assistito a un paio di dati migliori della congestion charge introdotta dall'amministrazione Pisapia: un'ulteriore conferma dell'impatto del meteo, decisamente più forte delle telecamere.

Il piano del governo. Intanto, fioccano le polemiche sul protocollo anti-smog del governo (teoricamente in vigore dopo sette giorni di polveri oltre i limiti), bocciato dagli esperti e dagli stessi ambientalisti: i 12 milioni di euro destinati ai Comuni per gli sconti sui bus e la mobilità sostenibile sono derubricati a contentino, mentre la riduzione di 20 km/h nei centri urbani e l'abbassamento di due gradi dei riscaldamenti si confermano come misure sostanzialmente impossibili da applicare, peraltro lasciate alla totale discrezione dei Comuni.

Davide Comunello