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Per i ciclistiVia Torino-via il pavé

 

Rimuovere lo storico pavé da via Torino. Cancellare un pezzo della memoria di Milano per rendere più facile la vita ai ciclisti. A rilanciare l’idea è Giuseppe Sala (candidato alle primarie del centrosinistra) che, in un incontro elettorale, ha etichettato come “una stupidata” lasciare i lastroni in via Torino, in quanto ostacolano chi vuole percorrerla in bicicletta. “In una strada commerciale, in cui se vai in bici finisci per andare sul marciapiede dando fastidio ai pedoni, ci vuole anche un po’ di coraggio. Milano va bene per le bici perché è piccola e in piano, bisogna fare di più”, ha spiegato Sala al Corriere.it.

In scia. L’assessore alla mobilità in carica, Pierfrancesco Maran, ha preso la palla al balzo: “Ce ne siamo occupati sia io sia Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici. Il pavé andrà pur bene in alcune zone pedonali e storiche, ma su vie complesse è un autentico nemico, in particolare dei ciclisti. Se vogliamo una città dove si possa pedalare e camminare bene, forse qualche tabù va rotto”. Il responsabile della Mobilità ha portato l’esempio di piazzale Baracca (zona Conciliazione): al posto dei masselli ora c’è l’asfalto. Una decisione che all’epoca (estate 2013) aveva sollevato malumori.

Contrari. Mentre raccoglie proseliti il fronte “pro rimozione”, c’è chi non si arrende e insorge. Come Luca Gibillini, consigliere comunale di Sel, che su Facebook attacca: “Togliere un po’, un bel po’ di pavé a Milano mi sembra un’idea ammiccante per ciclisti e in generale per la mobilità. Mi spiace che Rozza e Maran non ci abbiano lavorato prima nonostante le sollecitazioni, ma oggi con Sala ne facciano programma. Ecco, però, più che toglierlo, a me piacerebbe vederlo sistemato, livellato. In alcune zone è stato fatto ed è più bello, più milanese, più sicuro di tutte le colate di asfalto”. V.B.