• player icon Ford Drug Driving Suit: test in esclusiva
    Mondo auto
    Ford Drug Driving Suit: test in esclusiva
  • player icon In pista a Vairano con Aleix Espargaro
    Mondo auto
    In pista a Vairano con Aleix Espargaro
  • player icon Dieselgate Volkswagen: cosa ne dice la gente?
    Mondo auto
    Dieselgate Volkswagen: cosa ne dice la gente?
  • player icon Alex Zanardi ci racconta la sua prima 24 Ore (video)
    Mondo auto
    Alex Zanardi ci racconta la sua prima 24 Ore (video)
  • player icon Indovina chi viene in pista?
    Mondo auto
    Indovina chi viene in pista?

Idea anti autoIl Comune: soldi a chi usa la bici per andare al lavoro

 

Tutti in bicicletta, offre il Comune di Milano. L'ennesima trovata dell'amministrazione uscente (da ieri il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni è Giuseppe Sala) è un progetto che promette un "rimborso" chilometrico a chi rinuncia all'auto e inforca le due ruote per andare a lavoro: la riprova di una visione a senso unico della mobilità sostenibile e poco interessata alla grande chance elettrica.

Pagati per pedalare. L'idea, come riporta la Repubblica, è dell'assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran: in sostanza, si tratta di seguire l'esempio della Francia, dove uno stanziamento di 35 milioni di euro, unito a varie convenzioni, consente un rimborso di 25 centesimi a chilometro. Gli spostamenti sono verificati da un'app per lo smartphone, utile sia per quantificare con esattezza le percorrenze che per scoraggiare eventuali furbetti. A Milano, l'intenzione sarebbe quella di accedere al fondo previsto dal ministero dell'Ambiente per i progetti comunali di mobilità sostenibile, ma l'importo è lontano dall'essere definito: quando il bando sarà pubblicato si penserà anche ai soldi. E poco importa se ad usufruire di questo "vantaggio" saranno solo i cittadini che vivono in zone ben servite dai mezzi pubblici, centro in primis.

La Francia resta un miraggio. Ovviamente, nel Paese d'oltralpe si va ben oltre, accompagnando le varie misure con incentivi destinati alle quattro ruote più ecologiche: è il caso, ad esempio, del superbonus di 10 mila euro offerto a chiunque passi a un'elettrica abbandonando un diesel con più di dieci anni. In Italia non c'è l'ombra di incentivi simili, tanto meno a Milano: Maran ha più volte detto che i soldi per favorire l'acquisto di emissioni zero non ci sono, e che al massimo si lavorerà per convincere la Regione a investire 20 milioni di euro in fondi europei su nuovi punti di ricarica e sull'elettrificazione della logistica merci. Ce ne sarebbe bisogno: come abbiamo raccontato sul numero di marzo, l'attuale quadro cittadino è un mezzo pasticcio che mescola poca offerta, tecnologia superata e piazzole interpretate come una "sosta libera" permanente ed effettiva. Ma questo, al Comune, sembra interessare meno delle pedalate a cottimo.

Incentivi per i wall box. In attesa di capire come verranno usati i fondi per le (eventuali) nuove colonnine, la giunta di Palazzo Lombardia ha approvato una delibera da 4 milioni di euro che servirà a incentivare gli impianti fotovoltaici e i sistemi di ricarica domestica per i veicoli elettrici: il bando, rivolto sia a soggetti pubblici che ai privati residenti nella regione, riutilizza i risparmi dell'Accordo di Programma Quadro Ambiente e Energia del 2001. Ovviamente, il fondo dovrà bastare per tutti gli impieghi previsti, limitando la disponibilità degli automobilisti che decideranno di fare il passo a emissioni zero.

Stop al blocco dei diesel Euro 3.
Nel frattempo, oggi è stato revocato il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro senza Fap imposto dal protocollo provinciale: sabato, i dati delle centraline Arpa hanno certificato il terzo giorno consecutivo di Pm10 sotto i limiti, facendo rientrare il blocco. Sospese anche la diminuzione di un grado negli ambienti, la riduzione di due ore dell'accensione degli impianti e l'invito ai negozi a tenere le porte chiuse, solita "raccomandazione" sostanzialmente ignorata.

Redazione online