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CitroënUna mostra racconta la storia della sede di Milano

 

È un legame speciale quello che unisce Milano e la Citroën. Una storia cominciata nel lontano 1924, che vede tra i protagonisti due giganti dell’automobile come André Citroën e Nicola Romeo e che si svolge in un luogo ben preciso: via Gattamelata, al Portello. Qui la sede della filiale italiana della Casa francese, che già ospitava i nuovi showroom di Peugeot e DS, è stata da poco rinnovata anche negli spazi adibiti alla Citroën, con un’area di vendita ingrandita e ammodernata. Proprio per celebrare questo restyling, Citroën Italia ha aperto i suoi archivi, allestendo una mostra fotografica che resterà aperta fino all’estate.

Vicini di casa Alfa Romeo. Una raccolta d’immagini d'epoca che racconta gli inizi dell’avventura Citroën all’ombra della Madonnina, ripercorrendone tutte le tappe. Partendo dal 1924, quando André Citroën, desideroso di espandere qui la sua attività, incontra Nicola Romeo, proprietario dei terreni attigui a quelli sui quali sorge lo stabilimento Alfa Romeo. L’area, di 50.000 metri quadri, era in parte occupata dalle officine Isotta Fraschini, e si trovava a pochi metri dai capannoni del Biscione, che disponevano della fonderia e di altri impianti che potevano essere utili alla filiale. L’affare si conclude e Romeo vende quella superficie a Citroën, che subito fa partire i lavori per la costruzione della nuova struttura. Una sede non solo commerciale, ma anche produttiva.

Una fabbrica moderna. Nel 1925 la fabbrica è pronta: ispirata a quella di Parigi, ha una catena di montaggio moderna con nastri trasportatori e convogliatori aerei, spazi ampi e luminosi, è riscaldata e ha una mensa comune per impiegati e operai. All’inizio vi si costruiscono due modelli, la Tipo 5 e la Tipo 10. A partire dal 1929, poi, viene avviata la produzione della C4 e della Lictoria Sex. Una versione speciale di quest'ultimo modello, appositamente personalizzata, viene allestita per Pio XI. A partire dal 1930, però, le progressive limitazioni alle importazioni, in seguito alla politica autarchica imposta dal governo, limitano la l'attività, fino a farla cessare nel 1938. Nell’agosto del 1943, inoltre, il Portello subisce un pesantissimo raid aereo da parte degli alleati: le bombe colpiscono tutta l’area, distruggendo buona parte dello stabilimento dell’Alfa Romeo così come quello della Casa francese. Le coperture dei capannoni, raffinate architetture di acciaio e vetro, vanno perdute.

La rinascita nel dopoguerra. Dopo la fine del conflitto, la ripresa è lenta, anche a causa dei vincoli alle importazioni di veicoli stranieri, ma dal 1955, con l’arrivo della DS, e tre anni più tardi, con la caduta delle barriere doganali, l’attività torna a pieno ritmo. Nel 1968 la Società Anonima Italiana Costruzioni Automobili lascia spazio a una nuova società, la Citroën Italia. La sede di via Gattamelata viene ristrutturata e ingrandita, con un edificio che comprende oltre agli uffici e alla direzione, anche l’officina e il magazzino ricambi, accanto a un grande salone per la vendita. Nel 1970 viene inaugurata la nuova sede, nella struttura che permane ancora oggi, da poco ristilizzata.

Laura Confalonieri