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M4/Via ai cantieri in centroLa Cerchia dei lavori

 

Dopo l’avvio degli interventi in corso Europa e in largo Augusto per la realizzazione della fermata di San Babila, per la costruzione delle sei fermate previste la linea blu si fa largo in centro: portandosi in scia disagi e polvere fino al 2022, quando i convogli saranno operativi fra i capolinea, Linate da una parte e S.Cristoforo dall’altra, per un totale di 21 stazioni. Per quanto riguarda la viabilità, già da fine mese vedremo sostanziali riduzioni del traffico su gran parte dei collegamenti che riguardano la Cerchia dei Navigli;  da luglio, per quattro anni, ci saranno deviazioni e riduzioni di carreggiata. Sono 13 i cantieri che si apriranno nel cuore della città e sei le stazioni in programma (San Babila, Policlinico, Santa Sofia, Vetra, De Amicis e Sant’Ambrogio). Sette, invece, i manufatti-base (Augusto, S. Damiano S. Calimero, Vettabbia, Ticinese, De Amicis e S. Vittore), “pozzi” che ospitano locali tecnici, sistemi di ventilazione, uscite di sicurezza e anche accessi per le eventuali emergenze.

Start. La prima fase dei lavori durerà fino a luglio e, come successo per le tratte est e ovest della M4, si prevede una cantierizzazione leggera che, comunque, comporterà modifiche alla viabilità. I tecnici non prevedono impatti traumatici sul traffico sino a maggio-giugno, quando si provvederà anche alla chiusura di strade e tratti. Intanto, saranno interrotte via Cavallotti (per la realizzazione del manufatto Augusto), un tratto di via degli Olivetani (per il manufatto San Vittore), l’isolato di via San Vittore tra via Carducci e via de Togni (per la stazione di Sant’Ambrogio), la zona Vetra (per il manufatto Vettabbia) e via Mozart (San Damiano). La prima fase prevede interventi sulle alberature, lo spostamento dei sottoservizi, il rifacimento delle fognature, le indagini archeologiche. La compensazione del verde parla di 850 alberi già in serra (700 nei vivai e 150 nel parco “Bosco in città”, a Trenno).

Modifiche. Rispetto al progetto approvato dal Cipe nel 2013, Palazzo Marino, la società M4, i costruttori (pool capitanato da Salini-Impregilo) e Metropolitana Milanese hanno lavorato per ridurre ulteriormente l’ingombro dei cantieri e l’impatto ambientale e viabilistico; una variante ancora in fase di approvazione da parte del Comune, che comporta una spesa supplementare di circa 5 milioni di euro. Tra le migliorie più rilevanti ci sarebbe il ridimensionamento delle aree di cantiere, l’eliminazione di quello in via Lanzone (accorpato al manufatto De Amicis), uno spostamento da via Vivaio a via Mozart per non precludere le viabilità e salvaguardare un platano secolare, la predisposizione di un diverso progetto per la stazione di piazza Vetra e la riduzione degli interventi sulle alberature (da 106 a 88, con 65 alberi da trapiantare fra Barona, via Racconigi, largo Brasilia e via Parenzo).

Sovrapposizioni. Disagi, invece, amplificati investiranno piazza San Babila: oltre al cantiere per la M4 sono partiti i lavori per la realizzazione dei box in via Borgogna (effetto del Piano Urbano Parcheggi approvato dalla Giunta Albertini nel 2004), contro i quali sono già scesi in piazza a protestare commercianti e residenti, che hanno anche preparato un esposto da portare in procura. Quattro i piani sotterranei, 238 i posti in vendita, 90 quelli destinati alla rotazione. I lavori dureranno due anni e più ma l’area dovrebbe essere già fruibile dall’ottobre 2017. Da Palazzo Marino spiegano che “i lavori per il maxi parcheggio di via Borgogna sono partiti in concomitanza con quelli per la realizzazione della fermata San Babila di M4, in modo da evitare di intervenire due volte nella stessa area e riducendo al minimo l’impatto sul territorio”. Tutto calcolato, insomma.

Vincenzo Bonanno