Sei in: Home > News > Milano > Pronto il nuovo bando: sconti sui canoni e conversione all'elettrico

Car sharingPronto il nuovo bando: sconti sui canoni e conversione all'elettrico

 

Milano rilancia sul fronte del car sharing, aprendo ulteriormente il mercato e puntando sulla conversione elettrica delle flotte. La strategia 2.0 è contenuta nelle linee guida del nuovo bando triennale approvato oggi dall'amministrazione Pisapia, scritto in sostituzione del primo avviso pubblico del 2013 e in scadenza a luglio.

2.300 auto non bastano. Oggi a Milano lavorano cinque servizi, Car2go, Enjoy, Share’NGo (con i quadricicli elettrici), GuidaMI (passato da Atm ad Aci Global) ed E-vai. In tutto, i veicoli sono 2.300, mentre gli utenti attivi ammontano a circa 300 mila. Nonostante il forfait di Twist, l'operatore delle Volkswagen up! fermatosi lo scorso novembre, l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran è convinto che ci sia ancora spazio: così, per ingolosire altre società (il capoluogo è nel mirino di DriveNow, il car sharing di BMW), l'amministrazione ha pensato ad alcune modifiche. Nel nuovo testo sparisce il requisito del "pedigree" (ovvero la "qualificata e comprovata esperienza nel settore di almeno due anni") e viene introdotta una serie di sconti per gli operatori che possiedono elettriche nella flotta, o che offrono tariffe ridotte a chi rinuncia al proprio mezzo. D'altronde, l'obiettivo dichiarato dell'amministrazione uscente è limpido quanto di difficile realizzazione, ovvero la nascita di un "sistema di mobilità sostenibile alternativo all'auto privata e complementare al trasporto pubblico".

Le agevolazioni. Oggi le aziende corrispondono al Comune 1.100 euro all'anno per ogni vettura della flotta: la quota comprende l'utilizzo del suolo, l'accesso all'Area C e la sosta gratuita. Con il nuovo bando, il canone sale a 1.200 euro per le prime 400 auto di ciascun operatore: fino a tale tetto gli sconti sono ammessi solo in presenza di auto elettriche, in misura proporzionale al loro numero; dalla 401esima auto in poi, vengono invece introdotte agevolazioni fino al 60% del canone, riconosciute in base al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Comune.

Auto private nel mirino. Gli sconti, cumulabili ma non ancora definiti nel loro complesso, sono previsti per gli operatori che estendono il servizio all'area metropolitana: si parla del 10% in meno per cinque Comuni, del 20% per dieci e del 30% per quindici Comuni o più. Ulteriori benefit sono riconosciuti a chi applica tariffe notturne agevolate, a chi promuove iniziative di sicurezza stradale, a chi adotta sistemi di monitoraggio ambientale legati allo stile di guida e a quanti favoriscono gli utenti che lasciano le auto condivise nelle nuove "aree di mobilità". Si tratta di zone di interscambio e sosta dotate di colonnine di ricarica e parcheggi riservati, da individuare in punti critici della città (ad esempio le stazioni della metropolitana): queste aree, videosorvegliate, dovranno essere obbligatoriamente servite dagli operatori, in modo da uniformare il servizio e integrarlo con il trasporto pubblico. Infine, ecco le misure per la riduzione delle auto private, noto pallino dell'amministrazione: il Comune prevede di scontare il canone anche in presenza di tariffe studiate per favorire chi ha un abbonamento annuale ai mezzi pubblici, o chi può dimostrare di aver rottamato un veicolo senza averne acquistato uno nuovo per due anni.

Più potere al Comune. Con il nuovo bando arriva anche il "controllo" pubblico: gli operatori, infatti, dovranno integrare i sistemi in una piattaforma telematica collettiva, sempre consultabile da Palazzo Marino per monitorare i veicoli in tempo reale. Altra stretta: in caso di "inadempienze" (e per evitare scontri come quello avuto con Car2go sul sovrapprezzo in periferia), l'amministrazione potrà sospendere sconti e benefici. Infine, alle aziende sarà concesso di limitare l’iscrizione ai soggetti neopatentati, fino ad un massimo di un anno dalla data di conseguimento.

Le incognite. Solo il tempo potrà stabilire la reale efficacia del nuovo bando: i precedenti americani, con numerosi servizi "cannibalizzati" dagli operatori più grandi, dicono che il mercato non è la gallina dalle uova d'oro che tanti si immaginano, e che il numero degli utenti non aumenterà all'infinito. La dimostrazione (oltre all'esperienza di Twist) è nei numeri di Palazzo Marino: a novembre, l'amministrazione vantava 340 mila iscritti, mentre oggi la stima è più prudente e pari a 40 mila utenti in meno. Il testo completo del bando, valido a partire dalla prossima estate, sarà pubblicato a giorni.

Davide Comunello