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Strade provinciali malandateLa Regione in soccorso

 

L’allarme è di quelli che fanno scalpore: quasi un terzo delle strade provinciali è a rischio sicurezza. La denuncia arriva direttamente dagli uffici tecnici della Città metropolitana, preoccupati dalla totale assenza di fondi per la manutenzione straordinaria di circa il 30% della rete stradale di competenza dell’ex-Provincia. Nelle casse dell’ente, teoricamente abolito dalla legge Delrio ma nella sostanza solamente “sterilizzato”, ci sono appena le risorse per la gestione ordinaria del sistema viario: illuminazione, verde, cura e sostituzione dei guardrail. Un conto da circa 6 milioni di euro annui. Mancano completamente all’appello, invece, le coperture economiche per le attività straordinarie: 150 milioni necessari al rattoppo delle direttrici più malandate, come per la messa in sicurezza dei punti più pericolanti, compreso il tristemente noto cavalcavia di Annone Brianza sulla statale 36, crollato a ottobre sotto il peso di un tir. Numeri alla mano, lo spettro dell’incuria incombe su 230 chilometri del sistema viario dell’area metropolitana, fatto di 60 chilometri di arterie a scorrimento veloce, quasi 480 km di strade extraurbane secondarie e 210 km di strade locali. Sono, invece, già state finanziate le “grandi opere”, come l’allargamento del tratto terminale della Paullese (che vale complessivamente 111 milioni di euro) e il potenziamento della Varesina e del raccordo con la Rho-Monza (altri 60 milioni).

Nuova Rete Regionale. In soccorso delle trasandate strade provinciali è corsa, però, la Regione, che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Anas per la gestione congiunta di quasi 1.600 chilometri d’asfalto, di cui 740 ereditati dalle Province, come detto, in affanno nel sostenere le spese necessarie per via della cronica carenza di trasferimenti di risorse dallo Stato. Nel portafoglio della neonata società, operativa entro la fine dell’anno e per ora ribattezzata Nuova Rete Regionale, confluiranno 45 assi viari tra cui la dozzina finora di competenza della Città metropolitana (Padana Superiore, Vigevanese, Bustese, Paullese, Cassanese, Rivoltana, Binaschina, Milano-Meda, Varesina, Strada Expo e le ex statali dei Giovi e della Val Tidone). A beneficiare di questo accordo saranno anche le tangenziali di Como e Varese, oggi nelle mani di Pedemontana: “Passeranno allo Stato – ha spiegato il governatore Roberto Maroni – e non si pagherà più il pedaggio”. Nei prossimi mesi si apriranno i tavoli tecnici di lavoro per stabilire soggetto giuridico, risorse finanziarie aggiuntive e modello di gestione della nuova rete infrastrutturale lombarda.      

Riccardo Mozzati