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Expo Borgogna ParkingCantiere abbandonato

 

La Tesla, alla fine, ha trasferito lo showroom (che aveva in affitto all'angolo di via Cerva), in piazza Gae Aulenti, dove ha trovato anche molto più spazio per le sue sportive elettriche; lo store di lusso Brian&Barry, invece, ha fatto ricorso ai giudici, come i residenti e altri commercianti. Risultato: il Consiglio di Stato gli ha dato ragione e, ora, chiede di fermare definitivamente i lavori del parcheggio sotterraneo di via Borgogna, che paralizza l’intera zona San Babila. È una battaglia su vari fronti, molti a colpi giudiziari, quella che si sta combattendo contro i disagi provocati dalla sospensione dei lavori: cantiere abbandonato, viabilità al collasso, proteste e ricorsi che non si placano. Il progetto della “Expo Borgogna Parking” risale all’epoca del sindaco Albertini; fu ridimensionato dalla giunta Pisapia, che ha previsto 328 posti, 238 in vendita (a prezzi elevati, dicono gli acquirenti) e gli altri a rotazione, divisi nei quattro piani sotterranei dell’opera. I lavori, però, partiti solo a gennaio 2016, si sono fermati dopo pochi mesi a causa di un’istanza d’urgenza promossa dai cittadini (e accolta dai magistrati).

Ridare viabilità. Ora, una nuova sentenza del Consiglio di Stato rende ancora più impervia la strada verso la sua realizzazione: in sostanza, i giudici dicono che lo store Brian&Barry doveva essere coinvolto nella conferenza dei servizi. Palazzo Marino ha risposto spiegando che basterà ripetere l’iter, rendendo partecipi i soggetti interessati e facendo eventuali modifiche al progetto, così da rimettere in moto i lavori. In tal caso, però, i commercianti sono già pronti a una nuova battaglia; un ricorso contro la realizzazione e vendita dei box. Intanto, uno spiraglio lo ha aperto il sindaco Sala: “Dal mio punto di vista bisognerebbe veramente esaminare la possibilità di smantellare il cantiere e ridare la viabilità. Non sto proponendo di cancellare il progetto, ma se i lavori non potranno partire per alcuni mesi, dopo le ultime sentenze penso che sia saggio con l'impresa valutare l'ipotesi di riaprire temporaneamente le strade”.  M.G.