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Nuovo comandante dei ghisaCi vuole un ex poliziotto

 

Marco Ciacci è da oggi il nuovo capo dei "ghisa". Bolzanino 47enne con una laurea in giurisprudenza, residente a Milano da 12 anni, per diventare comandante della polizia locale ha lasciato il posto di direttore tecnico e dirigente del commissariato Mecenate. Sostituisce Antonio Barbato, il cui nome era comparso, senza che fosse indagato, in un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sugli affari di un clan catanese.

Durante la conferenza stampa di presentazione, l’ex poliziotto ha detto che intende dare "priorità ai cittadini, alle segnalazioni e alle richieste di presenza sul territorio". Ma sono stati i commenti del sindaco, Giuseppe Sala, sulla nomina (fiduciaria, fatta dal primo cittadino senza nessun bando), a suscitare malumori: "La scelta di prendere una persona dall'esterno, con tutto il rispetto per le capacità del corpo, è stata fatta perché all'interno mancavano figure adeguate. I vigili hanno veramente una carenza a livello dirigenziale, a cui dobbiamo mettere mano”. Piccolo passo indietro: Ciacci è stato per quasi 15 anni il responsabile della sezione di polizia giudiziaria della procura di Milano, poi è stato nominato vicequestore aggiunto. Nemmeno il tempo di ambientarsi negli uffici di via Mecenate, che è giunto l'incarico come capo della Locale, che conta tremila agenti.

La polemica. Le reazioni alle dichiarazioni del sindaco non si sono fatte attendere, soprattutto dagli esponenti di Forza Italia: per Gianluca Comazzi, capogruppo in consiglio comunale, quelle di Sala “sono dichiarazioni gravi e prive di fondamento: denotano una scarsa conoscenza delle qualità dei tanti dirigenti che da anni lavorano con fatica, impegno e sacrificio per la sicurezza dei milanesi”. Per Fabrizio De Pasquale il nodo sta nella trasparenza: “Ciacci non dispone nemmeno del requisito di essere dirigente da almeno cinque anni, come vuole il regolamento comunale per l’assunzione di dirigenti esterni”. Tra i dossier che il neo comandante si trova sulla scrivania c'è quello dei vigili di quartiere, già avviato da chi lo precedeva: presidi fissi e mobili sparsi in città. Perché Ciacci punta a collocare sulle strade più di 250 agenti, così da migliorare la sicurezza percepita dai cittadini. I problemi di questo tipo, come in molte altre metropoli, si sono moltiplicati e i compiti per l’ordine pubblico stanno prendendo via via spazio fra le mansioni un tempo appannaggio dei ghisa. Il traffico, insomma, può attendere...

Carlotta Marchi