Scooter sharingMilano parte a marzo, ecco regole e potenziali operatori

 

Ormai la filosofia del Comune di Milano è "all you can share": auto, bici, quadricicli elettrici e presto anche scooter. Forte del successo di Smart, 500 e Up!, capaci di conquistare oltre 100 mila clienti "unici" (molti utenti sono infatti iscritti a più di un servizio), l'amministrazione Pisapia si prepara a lanciare l'avviso pubblico che aprirà ai privati il mercato delle due ruote in condivisione. Un'operazione inedita in Italia - e con pochi esempi in Europa - che ha già riscosso l'interesse di diverse aziende: tra queste Yamaha, la cordata nostrana Eni-Piaggio e Motit, operatore spagnolo già attivo a Barcellona.

Le regole del bando. Le prime linee guida sono state illustrate stamane dall'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, intervenuto a un incontro sullo scooter sharing ospitato da Citytech, la tre giorni dedicata alla mobilità in corso al Castello Sforzesco. L'avviso sarà pubblicato entro l'anno con l'obiettivo di partire a marzo: il testo sarà ispirato a quello lanciato nel 2013 per le quattro ruote e fisserà alcuni paletti, tra cui il tetto complessivo di mezzi (sui 1.000-1.500, almeno all'inizio) e la richiesta di un servizio a flusso libero e gestibile via app. "Le aziende dovranno rispettare alcuni parametri di solidità - ha puntualizzato Maran - Inoltre, nessuno pensi di servire solo il centro: la città è una sola, vogliamo che sia coperto almeno il 95% del territorio comunale". Chiaro il messaggio per i gestori, ai quali non verranno chiesti esborsi per la flotta: oggi, il Comune incassa 1.100 euro per ogni vettura condivisa (un forfait che include il parcheggio libero e gli ingressi in Area C), ma per le due ruote il ragionamento è diverso e si tradurrà in un contributo per progetti di sicurezza stradale. Un'iniziativa molto apprezzata dal direttore generale di Ancma Pier Francesco Caliari e già fatta propria dagli aspiranti operatori. E i parcheggi? Come è noto, in centro le strisce bianche non abbondano e sono tante le due ruote costrette a usare i marciapiedi. Come si comporterà eventualmente il Comune con i clienti dei nuovi veicoli? "Sono scooter come gli altri", è la risposta di Maran a Quattroruote. Insomma, salvo palesi violazioni, il metro dovrebbe essere quello di una ragionevole tolleranza.

Le aziende, i mezzi e i servizi. A Citytech, stamane, sono intervenute anche le aziende interessate ad aprire i battenti sotto il Duomo. Eni, già sul mercato con le sue 500 rosse, ha confermato la partnership con Piaggio, pronta a mettere su strada i "trike" Mp3: "Sarà un'integrazione naturale con il nostro car sharing", ha detto Giuseppe Macchia, responsabile Smart Mobility Services Eni, senza escludere una "sovrapposizione" tra clienti delle quattro e delle due ruote (in questo caso tre). Ma per gli stessi produttori, lo scooter sharing non sarà una minaccia? Secondo Luca Sacchi, Head of Strategic innovation e SVP Product Planning di Piaggio, non c'è motivo di opporsi alla tendenza, che invece "può essere un vantaggio per la stessa industria": una posizione non lontana da quella di Alfredo Altavilla di Fiat, che considera le 500 di Eni una sorta di "lungo test drive, uno strumento di fidelizzazione". Tre è anche il numero di Yamaha, pronta a fornire altrettante ruote con i nuovi Tricity: "Avvieremo delle partnership ad hoc con gli operatori, ma non gestiremo direttamente il servizio", precisa il country manager Massimiliano Mucchietto, entusiasta della scelta di sostenere l'educazione stradale nelle scuole. Dalla Spagna arriva poi Going Green-Motit, società fondata dall'imprenditore Gonzalo Alonso: l'operatore si proporrà con scooter elettrici costruiti in Italia, gli stessi che girano già a Barcellona. Dotati di un'autonomia di 40 chilometri, i mezzi potranno essere prenotati a tempo (da 5 minuti a 6 ore), a chilometro (in Spagna si pagano 40 centesimi) o in modalità "turismo". A Milano, l'operatore ipotizza già un'iscrizione una tantum di 19 euro e una tariffa al minuto compresa tra i 20 e i 22 centesimi. Sia il casco (alloggiato sotto il manubrio) che il bauletto saranno apribili via smartphone, mentre per l'igiene sono previste cuffiette usa e getta. Quanto alla ricarica, apparentemente in contrasto con la filosofia "free flow", sarà la stessa Motit a curarsi delle batterie, eventualmente sostituendole al volo su strada. Il piano spagnolo prevede una flotta iniziale di 250 scooter, che potrebbero diventare 500 a regime. Infine, il bando è l'obiettivo di altre due realtà italiane: MiMoto - start-up di giovani under 30 che punterà tutto sull'elettrico - e la società di noleggio Hills and Wheels.

Davide Comunello