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GM e car sharingSfida a Daimler e BMW: Detroit lancia il nuovo servizio Maven

 

Per GM la mobilità alternativa sta diventando un autentico business: dopo l'alleanza con il colosso del ride sharing Lyft e l'acquisizione degli asset tecnologici della fallita Sidecar, Mary Barra sfida Car2go (Daimler) e DriveNow (BMW) con Maven, nuova piattaforma di mobilità individuale con annesso servizio di car sharing.

Si parte dal Michigan. Maven è stata appena lanciata ad Ann Arbor, nel Michigan: la città è nota per le sue sperimentazioni sul fronte della mobilità, spinte dall'attivissima Università locale (c'è anche MCity, nata appositamente per i test di guida autonoma). Inizialmente, il car sharing made in GM servirà le facoltà e gli studenti dell'ateneo, i quali potranno prelevare le vetture in 21 stazioni sparpagliate per l'area urbana.

La flotta. Come altri car sharing, anche il servizio di GM si basa su un'app (in grado di sbloccare le porte e di avviare alcune funzioni da remoto come il preriscaldamento) e prevede tariffe comprensive di assicurazione e carburante. La flotta comprende Chevrolet Volt e Spark (da 6 dollari all'ora e 42 al giorno), Malibu (8 dollari all'ora e 56 al giorno) e Tahoe (12 all'ora e 84 al giorno). Tutte le auto condivise sono dotate del sistema di connettività OnStar e sono compatibili con Apple CarPlay e Android Auto.

Chicago e New York. Nel corso del 2016, Maven dovrebbe sbarcare in altre città degli Stati Uniti: nel corso del primo trimestre, il nuovo servizio sarà avviato in alcune aree residenziali di Chicago e New York (dove sostituirà il precedente Let's Drive NYC), con l'obiettivo di raggiungere circa 5 mila utenti. Per rifinire l'offerta commerciale di Maven, GM sta portando avanti dei programmi in vari campus americani, tedeschi e cinesi, mentre a Francoforte e Berlino è ancora in funzione CarUnity, piattaforma di car sharing peer-to-peer.

Concorrenza feroce. Nell'America del Nord, la battaglia per il controllo del mercato dell'auto condivisa è senza esclusione di colpi: secondo i dati della Berkeley University, car2go vanta il 33,5% degli iscritti, mentre DriveNow (partnership BMW e Sixt) arriva al 30,2%. GM, però, è convinta che ci sia ancora spazio per altri operatori "Entro il 2020, la mobilità condivisa avrà 25 milioni di utenti in tutto il mondo – spiega Detroit – Maven è un elemento della chiave della nostra strategia e punta a cambiare i modelli di proprietà dell'industria automotive". D.C.