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UberFusione in Russia con la rivale Yandex Taxi

 

La prima mossa della Uber post-Kalanick (il ceo e confondatore si è dimesso sotto la pressione degli azionisti) è la fusione con la rivale russa Yandex Taxi, con cui la società di ridesharing aveva avviato una dura battaglia a livello locale: un confronto da cui gli americani sono usciti ridimensionati, anche se non sconfitti come accaduto in Cina con Didi Chuxing.

Russia e non solo. La fusione, valida solo per il mercato russo e per altri cinque Paesi dell’est (Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Azerbaigian e Armenia, per un totale di 127 città) porterà alla nascita di una nuova azienda, partecipata al 59,3% dalla Yandex e al 36,6% da Uber (le altre quote saranno assegnate ai dipendenti). Anche gli investimenti non saranno paritari: gli americani “inietteranno” 225 milioni di dollari, mentre i russi non andranno oltre il centinaio. La guida della nuova realtà, inoltre, sarà affidata all’ad di Yandex, Tigran Khudaverdyan: nel board, Uber potrà esprimere solo tre rappresentanti su sette.

Roaming internazionale. Dal punto di vista della clientela non cambierà molto: le app di Uber e Yandex resteranno separate e verrà attivato un “roaming” internazionale per i clienti di entrambe le aziende. In Cina, prima di vendere la sussidiaria a Didi, Uber aveva perso circa due miliardi di dollari, contro i 150 accumulati in Russia negli ultimi tre anni.