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AziendeLa nostra intervista ad Andrea Badolati (ALD)

 

ALD Automotive è il ramo del gruppo Société Générale, holding bancaria francese che rappresenta il primo gruppo finanziario della zona dell’euro presente con 160 mila dipendenti in 77 Paesi, specializzata nel settore del noleggio a lungo termine per aziende, professionisti e privati. Nel mondo, gestisce oltre un milioni di veicoli con 4.500 addetti. Ecco la nostra intervista ad Andrea Badolati, amministratore delegato di ALD Automotive Italia.

Per il 2016 prevedete di lanciare nuovi servizi dedicati ai vostri clienti?
Siamo certamente al lavoro, perché anche il 2016 sia ricco di soluzioni efficaci e di proposte innovative per i nostri clienti. A livello macro, sono in particolare tre, tra le altre, le direttrici sulle quali puntiamo: RicariCar, la nostra innovativa formula pensata per il retail, con la quale puoi pagare solo i km che effettivamente fai, “ricaricarli” quando vuoi e avere la tua auto nuova a un prezzo mai visto; nuovi strumenti e modalità di analisi per offrire ai nostri clienti con flotte di grandi dimensioni una consulenza e un supporto in ottica TCO ancora più versatile e su misura; infine, progetti e iniziative nell’ambito della telematica satellitare, volti a promuovere una serie di servizi sempre più rilevanti per il cliente, spesso legati al tema della sua stessa sicurezza.

Ritenete che ci siano ancora spazi di crescita per il settore del noleggio in Italia?
I segnali di ripresa che abbiamo registrato nel 2015 come comparto automotive in generale sono stati caratterizzati in modo importante dal ruolo e dai numeri del noleggio. In tal senso, crediamo che questo possa continuare a essere un volano positivo per l’intero settore e per una sua crescita organica, ancor di più se pensiamo all’interesse sempre più diffuso che le nostre soluzioni, e più ampiamente tutte quelle formule legate a forme di accesso/utilizzo del veicolo diverse dalla proprietà tradizionale, stanno oggi riscuotendo a vari livelli presso la vasta platea retail. 

Come sono cambiate, negli ultimi anni, le esigenze delle aziende vostre clienti dotate di flotte medio e grandi?
L’impressione è che, dopo un lungo periodo di crisi segnato da un’attenzione pressoché univoca da parte delle aziende verso il cost saving (downgrading modelli, estensione durate, riduzione parchi auto anche in seguito alle riduzioni di personale…), ora si stia tornando verso un approccio più ampio e strutturato, che va dal maggiore focus sulla differenziazione dei brand e dei modelli, alla richiesta di un supporto di natura realmente consulenziale fino all’interesse per soluzioni alternative (come il corporate car sharing) e legate all’innovazione tecnologica.

Giudicate ancora strategico il settore dello “small business” (Pmi, artigiani, professionisti)?
Si tratta di un settore altamente strategico, che continuerà a rivestire un ruolo più che rilevante all’interno delle nostre attività, e che merita un approccio assolutamente specifico ed esperto, proprio perché oggi, con la complessità crescente del mercato, sempre più spesso registriamo come al suo interno esistano peculiarità ed esigenze finali anche molto diverse. Ecco perché per loro calibriamo con successo dinamiche e know-how che nascono per segmenti customer di dimensioni maggiori, declinandole poi in modo da trovare una sintesi positiva tra la modularità dell’offerta e l’eccellenza del servizio, che rappresentano i veri elementi chiave per dialogare e sviluppare la relazione con questi clienti, e per soddisfare in modo sempre più customizzato le loro esigenze.

Pensate che la recente vicenda che ha portato alla ribalta i propulsori diesel influirà sulle scelte di motorizzazione da parte delle aziende clienti?
Obiettivamente, non è una bella vicenda e non sta gettando una buona luce sull’operato dei player. La situazione è però ancora in divenire e per questo crediamo sia ancora presto per tirare le somme e identificare specifici impatti sulle scelte dei clienti finali.

Come si sta comportando il mercato delle PMI, degli artigiani e dei professionisti? Avete proposte specifiche per questa tipologia di clientela?
Parliamo di una tipologia di clienti che sempre più si sta distinguendo per lo specifico potenziale e le risposte positive che quotidianamente registriamo. A nostro avviso, questo rappresenta il risultato di un percorso fatto di investimenti e innovazione che ALD Automotive ha intrapreso da alcuni anni e che più di recente ha trovato ancor più forza nel lancio di nuove formule per la mobilità particolarmente adatte allo small business. Per esempio, Car2Car (per cambiare auto ogni due anni e risparmiare sui canoni di noleggio) o ALD Permuta (per liberarti del tuo usato al valore Quattroruote e scegliere l’auto a noleggio che più ti piace). A questo si aggiunge la sempre maggiore attenzione che poniamo nei confronti del segmento dei veicoli commerciali leggeri, ai quali dedichiamo una specifica divisione Sales e figure interne con grande expertise, in grado di supportare con soluzioni ad hoc questa precisa tipologia di clienti, così come nell’implementazione di nuove procedure digitali di verifica della posizione finanziaria, ancora più rapide e snelle, che garantiscano risposte tempestive e favoriscono l’accesso alle nostre soluzioni di mobilità.

Quali iniziative politiche pensate siano necessarie per sostenere il settore del noleggio in Italia?
Il tema fiscale è senza dubbio uno degli elementi che più potrebbero dare slancio al nostro settore, agevolando in modo importante la posizione e le scelte dei clienti sia di taglio corporate sia small business e individual. La tassazione nel nostro Paese è infatti la più elevata a livello europeo e il differenziale sulla detraibilità delle auto aziendali rispetto agli altri Paesi UE è enorme. Anche senza ingegnarsi in specifiche e particolari costruzioni, sarebbe già sufficiente una graduale equiparazione con il livello medio europeo.

Emilio Deleidi