Alfa RomeoECCO LA NUOVA GIULIETTA

Alfa Romeo ECCO LA NUOVA GIULIETTA Alfa Romeo ECCO LA NUOVA GIULIETTA
 

Cento anni sono un bel compleanno e un'auto come la Giulietta, così seducente nelle forme e dal nome tanto evocativo, è un gran bel modo di festeggiarlo. Eppure il centenario dell'Alfa Romeo è un compleanno pieno di contraddizioni e di tensioni. E pensare che a cento anni si dovrebbe aver raggiunto più che la maturità, la saggezza. Invece, l'Alfa è un vegliardo che sembra non aver ancora deciso che cosa farà da grande.

La Giulietta, dalle prime immagini ufficiali, è davvero bella (e i primi commenti dei navigatori lo confermano), aggraziata e proporzionata nelle forme, che sprigionano tutta l'agilità, lo slancio, il dinamismo di una vera Alfa, ma con un'eleganza e una misura tutte italiane. Frutto di lunghi ripensamenti, di revisioni nello stile, nell'impostazione meccanica e da ultimo - nelle convulse ore che hanno preceduto il comunicato stampa del 2 dicembre - persino nel nome, eccola finalmente l'auto che manderà in pensione la 147 e che potrebbe rappresentare la rinascita dell'Alfa a una nuova vita da spendere a cavallo dell'Oceano Atlantico, un po' in Europa e un po' in quel Nordamerica dove esistono ancora numerosi fan club del marchio con il Biscione.

Eppure dietro la facciata scintillante, i lustrini e i riflettori che s'accenderanno sulla Giulietta in marzo al Salone di Ginevra, si cela una realtà contraddittoria che vede l'Alfa rescindere definitivamente i legami con la sua città natale, Milano, e che - secondo quanto riporta il periodico specializzato "Automotive News" - ha visto il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne - indispettito delle continue perdite della divisione - ipotizzare il congelamento di qualsiasi investimento in nuovi prodotti Alfa dopo la Giulietta.

Forse quello di Marchionne è soltanto un avvertimento, per dire: per l'Alfa questo è davvero l'ultimo appello. Ad "Automotive News" ha confidato di credere molto in quest'auto, che - assieme alla MiTo - "darà un apporto fondamentale per far progredire il Dna e la qualità del marchio". E, almeno sulla carta, la nuova macchina i numeri li ha tutti. La Giulietta, più lunga della 147 di 13 cm, e più larga di 7, poggia su un pianale che si può definire nuovo, per quanto derivi da quello della Bravo. La meccanica infatti è stata profondamente rivista e l'intervento più rilevante riguarda le sospensioni posteriori che, secondo le nostre fonti, dovrebbero essere a bracci multipli, con uno schema abbastanza simile a quello della Mini.

Davanti, è vero, dà l'addio ai quadrilateri che tanta parte hanno nella guidabilità della 147. In compenso, però, nel cofano vanterà motori modernissimi, efficienti, brillanti: al lancio ci saranno due benzina 1.4 turbo, uno da 120 CV e l'altro, con tecnologia Multiair, da 170 CV; e due turbodiesel, 1.6 da 105 CV e 2.0 da 170. Ma poiché il nome Giulietta evoca subito sportività, in seguito arriverà il 1750 turbo a iniezione diretta di benzina da 235 CV abbinato all'esclusivo allestimento Quadrifoglio Verde.

Su tutte le versioni, il differenziale elettronico Q2 e il manettino Dna, come sulla MiTo, per selezionare differenti risposte di motore e sospensioni in relazione allo stile di guida che si desidera. Anche gli interni rappresenteranno una svolta, con una plancia a sviluppo orizzontale dalle linee più pulite ed essenziali di quella della 147.

Quanto al nome, si sa che è stato cambiato all'ultimo momento, poiché Milano, quello in origine stabilito, è parso inopportuno nel momento in cui la Fiat si trova sotto un fuoco incrociato a causa della decisione di abbandonare definitivamente il territorio vicino al capoluogo lombardo, con il trasferimento a Torino di quel che restava ad Arese. E non si tratta di circa trecento lavoratori, come si è letto nelle settimane scorse, ma di circa cinquecento, se si considera oltre al Centro stile e alla Progettazione, anche la divisione Powertrain e vari laboratori, e sempre che non venga trasferito anche il call center, che da solo dà lavoro a quasi 500 persone.

Una ferita non soltanto sociale, ma anche emotiva, se le radici di un marchio contano ancora qualcosa. No, non si poteva proprio usare Milano, sarebbe suonata come una beffa. Per fortuna la storia dell'Alfa è così ricca che bastava pescare a occhi bendati per trovare una carta di sicuro effetto. Ed ecco la magica Giulietta. Ma tra poco nomi e blasoni non basteranno più: serviranno soldi e strategie chiare.

Roberto Lo Vecchio

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glukagone
2 dicembre 2009 11.56
Anche se preferivo lo stile icacchiato della 159,devo dire che questa signorina Giulietta è molto bella,sprtt a dietro...non vedo l'ora di ammirarla dal vivo!!
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trudy_90
2 dicembre 2009 11.56
è inutile dire che somiglia in maniera spropositata all'Alfa MiTo, o che il retro ricordi molto l'Audi A3..
questa nuova alfa a me piace, leggermente più grande ma non troppo, conquisterà quella parte del mercato che sono rimasti a guardare la MiTo senza mai andare in un concessionario
(chiamare quadrifoglio verde un motore con 235 cv non ha senso)
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giannilancia
2 dicembre 2009 12.00
Eccoci un 'altra bravo!! questa è diversa dopo la bravo con l'alcantara la bravo di lusso(delta) ecco la bravoveloce.Orribile,il che è poco ,fiancata presa dalla sua nobile mamma le maniglie incastrate che magicamente ritornano(che cintinuità stilistica) ed il retrotreno che VUOLE O VORREBBE copiare la sportback A3. Nulla da aggiungere per il resto la solita Fiat noiosa spacciata per oro.orribil
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GPunto191
2 dicembre 2009 12.02
sono senza parole e' fantastica,mi piace anche il nome.
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SteVr
2 dicembre 2009 12.02
Un altro po' che la posticipano e ormai dovrebbero già avere allo studio la nuova!!!